Distrutto il Makò beach di Gallipoli

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Sono passati anni dalla mia prima ed unica vacanza estiva a Gallipoli.
Fu divertente, molto divertente, tra scogli e puccia, anche se il ricordo principale cade ovviamente su di lui. Il Makò beach.
“Punta della Suina”, spiaggia gay per eccellenza, quegli scogli maledetti, il percorso per scendere in mare, l’aperitivo alcolico fino all’arrivo del tramonto, la musica a palla, i balli fino alla distruzione più totale del proprio corpo. E il ritorno a casa, alle 21 di sera, già ciucchi e madidi di sudore.
Ebbene, il Makò beach di Gallipoli non c’è più.
Un misterioso incendio divampato ieri mattina l’ha completamente distrutto. Il mitico chiosco è sparito, perché divorato dalle fiamme, insieme alle suppellettili all’interno.
Enormi i danni. Si pensa ovviamente ad un incendio doloso. I titolari del Makò hanno escluso di aver ricevuto minacce di tipo estorsivo e non sanno dare una spiegazione di quanto accaduto (fonte: LeccePrima.it). Il lido era dotato anche di un sistema di video sorveglianza, ma le fiamme hanno danneggiato irrimediabilmente tutti i collegamenti elettrici e l’eventuale registrazione.
La speranza, da romano che ha amato Gallipoli e quella NON spiaggia fatta di rocce e pineta, è che il Makò possa risorgere, più bello di prima, per tornare così a danzare fino al calar del sole (feat. d’Urso).

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