Talk That Talk di Rihanna: la pagella/recensione di Spetteguless

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Registrato non si sa quando, annunciato improvvisamente, dopo il boom di Loud, per un lancio tanto inatteso quanto rischioso. Perché se battere il ferro finché caldo è da un certo punto di vista ‘doveroso’, esagerare con i colpi significa rischiare  di mandare in frantumi tanto il martello quanto l’incudine. Se non fosse che dietro Rihanna ci sia un team di produttori con i controcazzi, riuscito in pochi anni a trasformare una bella gnocca dalla voce tutt’altro che esaltante in una delle popparole più vendute e paparazzate del mondo. Perché zitta zitta, tra un’esplosiva Gaga, una Britney pseudo rinata, una Perry ripulita e corretta, una Beyonce gravida e un’Aguilera mina vagante, Rihanna è riuscita nell’impresa di farsi strada, facendo probabilmente suo quel ricercatissimo scettro pop, ancora vagante in attesa che sua Maestà Madonna torni in pista una volta per tutte. Da sei mesi a questa parte, qualsiasi cosa faccia Rihanna riesce comunque a finire su tutti i siti di gossip, internazionali e nazionali. Sfornando singoli a ripetizione ha letteralmente saturato le radio, con video partoriti alla velocità della luce e chart sbancate. Non vende dischi, si diceva un tempo. Sbagliato, perché Loud ha venduto e non poco. Con questo Talk That Talk, sesto album in sei anni, il rischio era elevatissimo. E invece la scucchiona ha dato vita ad un album tanto ‘breve’ quanto concentrato e ricco di ipotetiche hits. Qui da me ‘pagellate’ e commentate:

– You Da One: il secondo singolo dell’album. A sorpresa. Perché nell’album c’è molto, ma molto di meglio. Vero è che con più ascolti cresce, soprattutto grazie ad un ritornello che ti trapana il cervello. Ma nel suo complesso ‘stanca’, perché frenata da un ritmo che sembra sempre essere sul punto di decollare, per poi ancorarsi a terra. Peccato. Voto: 5

– Where Have You Been: la Rihanna che non ti aspetti. Quella a tratti elettronica. Ed è una delle migliori Rihanna ‘dance’ di sempre. Anzi no, possiamo sbilanciarci. E’ la MIGLIORE Rihanna dance di sempre. Where Have You Been è la perfezione discotecara fatta canzone, con passaggi dal truzzo commerciale andante ad impensabili svolte techno, straordinariamente miscelate, tanto da regalare un insieme impeccabile. Singolo sicuro. Anzi no, tormentone sicuro. Voto: 9 –

– We Found Love: il singolo di lancio. La bomba firmata Calvin Harris. La traccia perfetta per lanciarsi ancora una volta nel ricco e saturo mercato dance, facendo centro. Da amare. E soprattutto ballare, fino allo sfinimento. Voto: 8,5

– Talk That Talk: il solito ooooooooh, oooooooh, ooooooh, ormai suo marchio di fabbrica, per una traccia da dividere con Jay-Z, reso finalmente sopportabile da una base a dir poco micidiale, nel trasformare il tutto in un concentrato esplosivo di sculettamento ritmato, mai troppo eccessivo e per questo assolutamente promosso. Voto: 7

– Cockiness: Una cover di I Will Survive?!?! Ma anche no, con la scucchiona che te ce fa crede nei primi 2 secondi 2, per poi partire con una martellante traccia che ti costringe ad alzare il culone dalla sedia per iniziare a farlo oscillare fino all’arrivo della morte fisica per sfinimento. A dir poco travolgente. Voto: 7,5

– Birthday Cake: 78 secondi appena, che sfumano nel finale, tanto da lasciarti di sasso. Che rombano, gasano, neanche fossimo in una pista di moto, ossessivi, battenti, ripetitivi, fino a quel finale tirato via. Che proprio non si spiega. Voto: N.C.

– We All Want Love: finito di muovere le chiappe? Se sì, preparatevi ad immergervi in una traccia che è un tripudio d’amore pop. Una ballad? Non proprio, perché il ritmo c’è e ti travolge. Con la voce della scucchiona mai fuori luogo, spesso trattenuta, per una traccia che conferma la qualità media dell’album. Alta, inaspettatamente alta. Voto: 7+

– Drunk On Love: un sound con i controcazzi. Tralasciando i testi, che dalla prima all’ultima traccia possiamo definire tutt’altro che epocali, questa Drunk on Love conferma le potenzialità di un disco dal suono tanto variegato quanto coinvolgente. Se Rihanna torna ad ‘urlare’, per far vedere che ‘sì, pure io se me ce metto riesco a cantà’, affogando tra uno yeeeeeahh e un oooooh di troppo, tanto da ricordare a tratti l’indimenticata Only Girl, solo soltanto più ‘rallentata’, è la base a farla da padrona. Dando così alla canzone tutt’altro spessore. Voto: 7+

– Roc Me Out: incazzata, sporca, rumorosa, urlata, ma da una sonorità alla lunga banale, già sentita, ed eccessivamente ripetuta. Voto: 5

– Watch’n Learn: l’ultima Beyonce? No, Rihanna. Prodotta da Hit Boy, questa Watch’n Learn sconfina dai miei gusti personali. Troppo R&B per il sottoscritto, tanto da non andare oltre il primo ascolto. Voto: 5

– Farewell: Rihanna canta. O meglio, almeno ci prova. E’ la sua voce a dominare questa splendida Farewell, potente tanto nel ritornello quanto nelle strofe, struggenti, orecchiabili, convincenti. Probabilmente ‘scontata’, e tutt’altro che ‘innovativa’, ma decisamente riuscita. Voto: 7,5

Voto finale: 7+

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