Non solo Lega, il DDL Zan lo stanno affossando tanti, troppi giornalisti

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Da mesi Lega e Fratelli d’Italia stanno portando avanti una mirata campagna di disinformazione sulla legge contro l’omotransfobia, misoginia e abilismo.
Non potendo nè volendo entrare nel merito del testo già approvato alla Camera, perché chiarissimo nei suoi articoli, inventano, mistificano, diffondono fake news, pennellano spauracchi ad uso e consumo dei propri elettori.
Nulla di nuovo, anzi, tutto molto prevedibile.
Ciò che atterrisce, in tal senso, è la stampa nazionale, con quotidiani che da mesi continuano a diffondere simili menzogne, dando spazio ad opinioni improponibili, volutamente bugiarde, che inesorabilmente spostano l’attenzione su temi che nulla a che vedere hanno con il DDL Zan. E attenzione, non si parla solo di Libero, oggi in edicola con una prima pagina allucinante, ma di quasi tutti i quotidiani, puntualmente decentrati e incapaci di smontare le fake news della destra.
Prime pagine folli, interviste in cui il giornalista di turno non ribatte in alcun modo alle bugie vomitate dall’intervistato di parte.
In tv si vedono personaggi inqualificabili, penne che l’ordine dei giornalisti non dovrebbero vederlo neanche con il binocolo, perché incapaci di cogliere quella deontologia professionale che dovrebbe essere l’abc per chiunque ambisca ad ottenere il famigerato ‘tesserino’.
Non un fact-checking, non un contraddittorio con chiunque sappia realmente il contenuto del dibattito. Alessandro Zan, deputato nonché relatore del DDL, in tv non si vede praticamente mai, perché semplicemente non invitato. Al suo posto viene data la parola a chiunque, e raramente a personaggi che fanno parte della comunità LGBT.
Tutti straparlano senza avere niente a che fare con il DDL in essere, alimentando un dibattito agghiacciante che aveva il chiaro intento di ‘buttarla in caciara’. E ci sono tristemente riusciti.
Tutto questo senza dimenticare Mario Draghi, premier da 80 giorni riuscito nella titanica impresa di non esprimere un’opinione qualsiasi su un argomento che da settimane viene discusso a reti unificate, coinvolgendo tutti i leader della sua stessa maggioranza. Per quanto legge parlamentare, e non governativa, il DDL Zan è diventato a tutti gli effetti scontro politico, sociale, ideologico. L’unico a non essersene reso conto è lui, il Premier silente in un Paese sempre più culturalmente e giornalisticamente parlando rivedibile. Per non dire altro.

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