SIRI è omofoba – parte la raccolta firme per insegnarle ad essere meno stronza

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Viviamo in una nazione in cui, alle persone gay, lesbiche e bisessuali, non sono garantiti neanche i diritti più elementari. Una nazione in cui gli atti di omofobia finiscono sempre più spesso sulle prime pagine dei giornali. E l’omofobia si combatte con l’educazione. Ma come possiamo combatterla se per Siri questa parola neanche esiste? L’Phone 6 è infatti lo smartphone più venduto in Italia, dove una persona su cinque possiede un telefono targato Apple.
Eppure se qualcuno di voi dovesse mai trovarsi a chiedere informazioni sulla parola “lesbica”, si sentirebbe rispondere da Siri “non è carino da parte tua”. Se queste persone dovessero mai confessare a Siri di pensare di essere gay, la risposta sarebbe la stessa.
E’ così partita la raccolta firme per spingere la Apple di Tim Cook (gay dichiarato) ad insegnare a Siri risposte corrette. Perché lesbica e gay non sono un insulto. Chiara Reali per Diversity Lab vuole che SIRI accolga i nostri coming out o le nostre richieste d’aiuto senza implicare che essere lesbica, gay o transessuale sia una cosa poco “carina”. Perché nessuno si dovrebbe sentire sbagliato. Perché tutti possano sentirsi orgogliosi di quello che sono. Come Tim Cook, per l’appunto.

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