Torino, pestaggio omofobo ai danni di un ragazzo al grido “maric*n” – video

Condividi

Alle ore 21,00 circa di domenica 4 aprile, Henry Gomez Simón Andre, classe 1998, di nazionalità cilena, residente e domiciliato a Torino per motivi di studio dall’ottobre del 2019, è stato aggredito ed ha subìto percosse sotto i portici di Via Nizza a Torino, nei pressi del civico 5, dopo che gli è stato rivolto l’epiteto “maricon”.
Il giovane si stava recando ad acquistare delle bevande in un mini-market quando è stato avvicinato da un gruppo di 4-5 ragazzi di nazionalità mista. Uno in particolare ha iniziato a rivolgersi a lui urlando: ”Maricon!” e, seppur iniziando a percepire timore e senso di disagio, la vittima ha cercato di non dar peso alla cosa ed alle parole offensive a lui rivolte. Dopo pochi attimi uno dei componenti del gruppo, il quale si è dichiaratamente manifestato come di nazionalità italiana, gli si è avvicinato ed ha iniziato ad aggredire fisicamente la vittima con due pugni al viso ed un calcio ai genitali.
Durante l’aggressione, a causa del rumore chiaramente causato, il titolare del mini-market è intervenuto per dare fine alla stessa e soccorrere la vittima che, presa dallo spavento, è fuggita per rifugiarsi nell’abitazione di amici da cui proveniva, i quali gli hanno prestato primo soccorso.
Nell’immediatezza dell’accaduto, una volta riuscito a rientrare nello stabile di Via Nizza n.5, la vittima ha filmato un video delle lesioni subite sul volto, spiegando cosa era appena accaduto.
A seguire il caso di Henry Gomez Simón Andre è l’Avvocato Alessandro Abate.
L’ennesimo caso di omotransfobia in Italia, nel pieno di una battaglia parlamentare che vede il DDL Zan da 5 mesi in ostaggio della Lega, che presiede con Ostellari la Commissione Giustizia in Senato.
La destra nazionale nega l’esistenza del problema, mentendo sapendo di mentire. Mani sporche di sangue, quelle di chi finge di non vedere una malattia chiamata omotransfobia, spesso alimentata proprio dai banchi della politica nazionale.
Henry Gomez Simón Andre è stato presa a calci e pugni solo e soltanto perché omosessuale. Questo è il punto.
Al posto di Henry Gomez Simón Andre ci sarebbe potuto stare chiunque altro. Qualunque altro ragazzo gay. Così fino a ieri, così oggi, così sarà domani, se il Senato non si sbriga ad approvare una legge di civiltà che certamente non farebbe sparire l’omotransfobia dall’oggi al domani, ma farebbe da deterrente, incidendo anche sull’educazione alle diversità, all’accettazione, all’inclusione.  Via social, nel raccontare quanto capitatogli, Henry Gomez Simón Andre ha colto il punto.

Immaginate essere costretti a vivere con la paura semplicemente girando per strada perche ci si veste o ci si comporta come ci si sente.
Immaginate non avere la libertà di esprimere il proprio amore in pubblico, avere sempre un occhio attento agli sguardi e a controllare cosa succede.
Immaginate dover modulare la voce e il modo di muoversi per non apparire in un certo modo.
Immaginatevi vivere in modo continuamente impostato ed essere costretti a reprimere e nascondere alcune espressioni di se per evitare di finire in brutte situazioni come questa.

 

Immaginate tutto questo, cari estremisti d’Italia, ultracattolici, fascisti e senatori e deputati leghisti e meloniani. Provate ad immaginarlo anche solo per un attimo sulla vostra pelle. Poi veniteci ancora una volta a raccontare che una legge contro l’omotransfobia non serve, se ne avete il coraggio.

Autore

Articoli correlati