BASTA POCO, la campagna Anlaids per la Giornata mondiale della lotta all’HIV/AIDS

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Quest’anno siamo stati tutti coinvolti e chiamati a rispondere a un virus sconosciuto, a un’importante emergenza sanitaria, così come dal 1983, anno in cui venne isolato per la prima volta il virus dell’HIV, si cominciò a combattere contro lo stigma, la paura e le difficoltà psicologiche.
Però quegli anni bui hanno portato a una grande consapevolezza: la forza della Ricerca ha saputo raggiungere traguardi eclatanti e al suo fianco la Prevenzione si è rivelata l’unico mezzo efficace per limitare la diffusione dei virus. Come allora, ci troviamo ad affrontare una nuova emergenza, con gli stessi temi e le stesse paure, un virus di cui non conosciamo ancora il comportamento.
Non esiste associazione che come ANLAIDS conosca da anni le problematiche legate ai virus: da quelle psicologiche legate allo stigma, alle difficoltà di affrontare una cosa sconosciuta, fino alle complicazioni legate alle cure e alla guarigione.
ANLAIDS si impegna a mantenere alta l’attenzione, attraverso le sue azioni, per vincere definitivamente l’HIV e in occasione della Giornata mondiale contro l’AIDS – nata per risvegliare la coscienza sull’epidemia mondiale di AIDS dovuta alla diffusione del virus HIV – lancia un’importante campagna social destinata a riportare l’attenzione all’uso corretto del preservativo, che protegge dal rischio di infezione durante ogni tipo di rapporto sessuale ed è l’unica reale barriera per difendersi dall’HIV.
Di Aids si moriva fino al secolo scorso, un periodo in cui si dibatteva con maggior frequenza delle conseguenze della malattia. Oggi, invece, l’HIV è spesso ai margini del dibattito, con la conseguenza che i giovani – e purtroppo anche gli adulti – conoscono poco la malattia e i “trucchi” per evitarla, proprio a partire dall’uso del preservativo, per esempio. Se utilizzato correttamente il profilattico rappresenta uno dei mezzi più efficaci di prevenzione dall’HIV, proteggendo inoltre chi lo usa dalle Infezioni Sessualmente Trasmissibili in genere.

Dunque basta poco per evitare questo virus, ed è proprio questo il tema lanciato dalla campagna che a partire dal 1 dicembre sarà diffusa sui social, con lo scopo di raggiungere il maggior numero di persone, di qualsiasi fascia d’età, affinché nessuno si dimentichi di utilizzare uno strumento così semplice e alla portata di tutti.

La campagna #bastapoco è sostenuta da Anlaids Sezione Lombarda e realizzata nell’ambito di SmartSex, progetto di prevenzione attivo sul web dal 2014, che fornisce, tra le altre cose, informazioni in tempo reale sulle infezioni sessualmente trasmissibili e luoghi in cui potersi sottoporre al test diagnostico per l’HIV.

Ideata da TheDigitalisti, agenzia di marketing digitale con sede a Roma e Milano, un team di social media manager, fotografi, videomaker, storyteller e developer “non-convenzionalisti”, #bastapoco sarà online a partire dal 1 dicembre e i suoi messaggi verranno veicolati per una settimana. La campagna, il cui protagonista è il profilattico, lancia due messaggi: il primo “l’HIV non va in quarantena, tocca a noi mettercelo” e il secondo, riferendosi all’affollamento degli spermatozoi, rivela che è “l’unica forma di assembramento sicura”.

“In base agli ultimi dati resi disponibili dall’ISS i numeri oggi, anche in Italia, sono ancora alti: all’anno sono circa 2.500 le nuove diagnosi di infezione da HIV, pari a 4,2 nuovi casi per 100.000 residenti, con un incremento registrato negli ultimi anni di nuove infezioni nelle fasce d’età tra i 25 e i 29 anni (10,4 nuovi casi ogni 100.000 residenti) e tra i 30 e i 39 (9,8 nuovi casi ogni 100.000 residenti); in queste fasce di età l’incidenza nei maschi è stata 4 volte superiore a quelle delle femmine. Le persone che hanno scoperto di essere HIV positive nel 2019 sono stati maschi nell’80% dei casi. Nel 2019, la maggior parte delle nuove diagnosi di infezione da HIV è stata causata da rapporti sessuali non protetti da preservativo, che hanno costituito l’84,5% di tutte le segnalazioni (eterosessuali 42,3%, MSM – maschi che fanno sesso con maschi 42,2%). Diversamente dagli anni precedenti, in cui erano preponderanti le diagnosi associate a trasmissione eterosessuale, nel 2019, per la prima volta, la quota di nuove diagnosi HIV attribuibili a MSM è stata pari a quella ascrivibile a rapporti etero-sessuali. I casi attribuibili a trasmissione eterosessuale sono costituiti per il 59,6% da maschi e per il 40,4% da femmine. Il 70% dei casi di AIDS segnalati nel 2019 era costituito da persone che non sapevano di essere HIV positive”, dichiara il Prof. Andrea Gori, Presidente di Anlaids Lombardia e Direttore Unità Operativa Malattie Infettive, Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Università degli Studi di Milano.

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