Jane Fonda, “il cappotto rosso degli arresti ultimo capo acquistato, l’attivismo mi dà speranza”

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“Stiamo affrontando la più grave crisi mai attraversata. Vedo quanto i giovani si sacrificano per l’ambiente. Gli arresti sono stati l’ultima risorsa. Da mesi inviavamo petizioni chiedendo una reazione al governo. Ci siamo visti costretti a usare la disobbedienza civile. Sono bianca e famosa. Se fossi non famosa e di colore, ciò che faccio non avrebbe la stessa attenzione. L’obiettivo è bloccare l’espansione di ogni combustibile fossile. Possiamo avere pannelli solari e mulini a vento e idroelettrici, ma se continuano a scavare e a emettere biossido sarà la fine. Ha presente il cappotto rosso che indossavo durante le proteste in autunno? È l’ultimo capo di abbigliamento che abbia acquistato. Mi serviva una cosa rossa ed era in saldo, ma non comprerò altro. Non voglio più essere vittima di un consumismo esagerato. Spero di diventare un modello per i giovani. Ho eliminat la plastica, guido un’auto elettrica e uso pannelli fotovoltaici. L’attivismo mi dà speranza. Di recente ho sofferto di depressione, sentivo di non fare abbastanza. Ora capisco di poter fare la differenza. Mi sento più forte, ottimista. Il futuro del Pianeta è a rischio. Non c’è altro che importi”.

Così Jane Fonda, intervistata oggi da Silvia Bizio su LaRepubblica.
82 anni, 2 premi Oscar, sei Golden Globe, due Premi BAFTA, un Premio Emmy e un David di Donatello, Leone d’oro alla carriera alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.
Semplicemente Leggenda.

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