Oscar 2020, vincono le divine Renée Zellweger e Laura Dern

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La prima, 50 anni e un Oscar già sul comodino, sembrava finita.
La seconda, 53enne figlia d’arte e musa di David Lynch, eterna incompresa.
Poi sono arrivati Judy e Marriage Story, con gli Oscar di stanotte a celebrare due attrici divine.
La risorta Renée Zellweger, semplicemente (e inaspettatamente superba nei panni di Judy Garland) e Laura Dern, fantastica nel ruolo secondario dell’avvocata divorzista in Marriage Story (nonché proprio oggi 53enne).

Due Oscar strameritati, così come quelli vinti da Joaquin Phoenix e Brad Pitt in ambito maschile, in una notte passata alla storia grazie all’epocale trionfo di Parasite.
La Palma d’Oro del sudcoreano Bong Joon-ho ha vinto tutto.
Miglior film, regia, sceneggiatura originale, film internazionale.
Non era mai accaduto prima che un film ‘non in lingua inglese’ vincesse l’Oscar più ambito.
Fregato il super favorito Sam Mendes, con 1917.
Che dire, sono contentissimo. Perché Parasite è un capolavoro.

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