“Ten More Times”, ecco il brano d’esordio di MARCO GRAY – VIDEO

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Marco Grisafi è un amico. Un caro amico.
Ci siamo conosciuti più di 10 anni fa, quando ancora abitava a Roma, la scorsa estate abbiamo fatto le pazze al World Pride di New York e ora da Londra, dove vive da anni, ha sfornato il brano d’esordio del suo nuovo progetto, in inglese: “Ten more times” (pubblicato e distribuito dall’etichetta londinese Awal), scritto, arrangiato e prodotto nel regno Unito ma registrato a Bruxelles presso il Mirror studios dell’australiano Tim Cogghins.

’Ten more times’ inizia a prendere forma dopo che ho deciso di cambiare direzione e seguire quella voce che mi diceva da sempre di provare a scrivere in inglese. Un giorno di dicembre dell’anno scorso mi sono messo davanti al mio quaderno blu cercando le parole, avevo molte ispirazioni ma non sapevo da dove iniziare. All’improvviso, inaspettatamente, tanti testi sono iniziati ad arrivare come un flusso continuo. Ho cambiato approccio su tutto: registravo vocali al telefono, poi suonavo alla tastiera, niente di come ero abituato o a lavorare. L’inglese inoltre é una lingua molto diversa: bisogna pensare diversamente. Ho abbozzato qualcosa di più concreto in un paio di mesi e l’ho fatto sentire in giro, fino a giungere a Emilio Merone, produttore di fama internazionale. Volevo la sua opinione, e poi mi ha aiutato a creare il corpo di questo pezzo. Avevo in mente un suono ricco e intenso, e un utilizzo della voce molto diverso da come avevo fatto sino a quel momento. É stato un percorso diverso dal solito e di grande scoperta, sono molto felice del risultato. Un suono che vuole ricreare una ‘bolla’ la bolla che allena e contemporaneamente protegge. Il riferimento alla “città grigia” del testo parla di Londra, stregata in una dimensione a se stante, che a volte ti fa sognare per poi riportarti tra le sue strade contaminate da gente eternamente in movimento. Un brano romantico, dove l’arrangiamento evoca questa bolla, e le parole si rivolgono al cuore.  Una storia d’amore dove qualcosa non va: l’indecisione diviene una complicazione non indifferente. Si può tentare varie volte, precisamente altre dieci ancora, a rompere la bolla; forse bisogna cambiare destinazione insieme, o forse no. La conclusione resta aperta, ma le parole sono molto chiare e parlano di sentimenti”.

Caro, carisimo Marco GRAY, rompi il culo alla balena.

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