Adam Lambert, “il coming out VIP è un atto di sfida, una forma di attivismo”

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“Velvet: Side A” segna il ritorno discografico di Adam Lambert, dopo 4 anni di silenzio.
2° classificato ad American Idol, Lambert si presentò da subito come omsessuale dichiarato.
Una scelta ben precisa, e ora rivendicata con orgoglio alla BBC.

“Ero stressato e confuso. Ero tipo “Cosa dovrei fare?”. Con il senno di poi, mi rendo conto che c’è un potere nel fare coming out. L’atto di dichiarare pubblicamente la tua sessualità, una volta che sei un personaggio pubblico, è in qualche modo un atto di sfida, ed è anche una forma di attivismo.”

Parole che stridono con quanto detto soltanto ieri dalla nostra Gianna Nannini, a Vanity Fair, che ha definito il coming out una ‘ghettizzazione’.
Fregnacce, considerando che gli artisti queer stanno ormai dominando le cart di mezzo mondo.
Basti pensare al fenomeno Lil Nas X, 20enne rapper di colore, ma anche a Sam Smith, che Adam ringrazia.

“Sam è un esempio davvero interessante, perché è stato in grado di essere pienamente mainstream. Voglio dire, mamme e papà comprano gli album di Sam. È una grande mossa, un grande passo”.

Citofonare Nannini.

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