Chiamami col tuo nome, il meraviglioso monologo del papà di Elio – video

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“In questo momento magari non ti va di provare alcunché. Magari non hai mai voluto provare alcunché. E magari non è a me che vorrai parlare di queste cose. Ma ovviamente qualcosa l’hai provato. Avevi una splendida amicizia. Forse più di un’amicizia. E io t’invidio. Al posto mio, la maggior parte dei genitori s’augurerebbe che tutto questo scompaia, pregando che i loro figli si rimettano in piedi. Ma io non sono un genitore del genere. Asportiamo così tanto di noi stessi per cercare di guarire prima, che quando poi arriviamo a trent’anni siamo già falliti, e ogni volta che ricominciamo con qualcun altro abbiamo sempre meno da offrirgli. Ma costringersi a non provare niente per non provare niente — che spreco!
Ne ho parlato abbastanza? Allora dirò solo un’altra cosa per schiarirti le idee. Io non ho mai avuto ciò che avete avuto voi. Ci sono andato molto vicino ma c’era sempre qualcosa che mi bloccava.
Come vivi la tua vita sono affari tuoi. Solo ricorda, i nostri cuori e i nostri corpi ci vengono donati una volta sola. E prima che tu te ne renda conto, il cuore si logora, e quanto al tuo corpo, a un certo punto arriva il momento in cui nessuno lo guarderà, né tanto meno vorrà avvicinarvisi. Adesso c’è il dispiacere. Il dolore. Non ucciderlo, perché assieme ad esso se ne andrebbe pure la gioia che hai vissuto“.

Una delle più intense e straordinariamente emotive scene cinematografiche dell’ultimo decennio. Più genitori come Michael Stuhlbarg aka Sig. Perlman e vivremmo in un mondo straordinariamente migliore.

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Comments

  • abiqualcosa 22 Marzo 2018 at 16:42

    Si certo, è una suggestione. Ma libro e film son due opere diverse. In “colazione da tiffany”, alla fine del film loro stanno insieme; nel libro lui è gay. E comunque QUESTA faccia di Oliver istilla il dubbio eh. https://media2.giphy.com/media/26n6KRUQffQ9a9Y1q/giphy.gif

  • Gimme 22 Marzo 2018 at 0:07

    Film bellissimo, il monologo del padre sicuramente una delle scene più toccanti, ma apo fai qualcosa ti prego, togli quell’unghia fetida dagli alert del tuo sito please! Fa troppo senso

  • Watkin 21 Marzo 2018 at 23:19

    Ci andrei piano con questa interpretazione. Nel libro non è assolutamente esplicitata, e sì va molto nel profondo dei personaggi.

  • giannileo 21 Marzo 2018 at 22:43

    Non riesco a leggere. Piango troppo

  • God 21 Marzo 2018 at 17:55

    Film spettacolare. Oscar meritatissimo (e di cui in Italia clamorosamente non si è parlato abbastanza, voglio credere solo per via delle concomitanti elezioni politiche…ma se non sbaglio nemmeno questo blog gli ha dedicato un articolo all’indomani, quasi come se fosse cosa che non riguardava Guadagnino…)

    Con questo film Luca ha fatto un piccolo miracolo. Ha avuto le persone giuste al momento giusto. Difficilmente capiterà di nuovo. James Ivory era l’unico a vantare i crediti per aver co-scritto la sceneggiatura, ma molta farina è del sacco di Luca e Walter Fasano.

    Riguardo quella scena finale: è molto importante per chiudere il film e dare una morale comprensibile anche a sòra Maria. Se devo criticare qualcosa però ho trovato un po’ esagerato far alludere che persino il padre era gay/bisessuale o quel che l’è. Non era necessario. Anche se devo dire che è molto plausibile che molti uomini di quella generazione abbiano represso certe curiosità e fantasie sul nascere per paura del giudizio/rigetto o della società.

    In ogni caso 10 e lode.

  • Raphaello 21 Marzo 2018 at 15:42

    L’unica cosa bella di questo film: gli ultimi 3 minuti.Per il resto un polpettone superato e fuori tempo

  • abiqualcosa 21 Marzo 2018 at 15:28

    Gesù quante lacrime. In realtà la scena delle diapositive suggerisce una omosessualità non vissuta di Michael per pavidità, con suo grande rimpianto (la faccia che fa Oliver alla fine della scena è molto esplicita).
    Visto così, il monologo rimane stupendo, ma assume un altro sapore.