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Tiziano Ferro incensa Chiamami col tuo nome: ‘un film necessario, grazie Luca Guadagnino’

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Dopo Pedro Almodovar, Xavier Dolan e Paul Thomas Anderson (‘è il film dell’anno’), l’endorsement definitivo. Campione d’incassi all’esordio con la miglior media per sala del weekend, correte a vedere Chiamami col tuo nome. Sarete inondati dalla bellezza.

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Comments

  • Sneg 31 Gennaio 2018 at 8:54

    Il film è stupendo, ma il libro viaggia verso una maliconicità siderale.

  • handreas 30 Gennaio 2018 at 17:09

    forse potresti iniziare cambiando il nick ah ah ah

  • handreas 30 Gennaio 2018 at 17:07

    D’ACCORDISSIMO!!!

  • Jack Poko 30 Gennaio 2018 at 16:22

    ti capisco. a me è successo di recente con Lo chiamavano Jeeg Robot. anche se li forse non c’era un libro prima…

  • Apricock 30 Gennaio 2018 at 13:19

    È una questione di stile di film e di sensibilità tua. Questa storia non deve per forza piacere a tutti. È lenta, delicata.

    Personalmente trovo che questo sia uno dei rari casi dove prima va visto il film e poi letto il libro per approfondire i sentimenti dei personaggi. Ma forse è solo un mio parere.

    A mio parere il libro non è poi così eccezionale come tutti dicono. È veramente pesante in più punti. Il film è più leggero, molto meglio.

  • Gelido 30 Gennaio 2018 at 11:39

    Boh… mi sento sempre più un pesce fuor d’acqua di fronte a tutte queste acclamazioni… sono sempre più convinto che il non aver letto il libro mi ha privato di una parte importante di identificazione con i personaggi, perchè io davvero non sono stato minimamente toccato da questa storia

  • chiaaa 30 Gennaio 2018 at 11:32

    La personalità di Oliver è filtrata dallo sguardo di Elio, che non lo comprende fino in fondo, per questo l’americano può apparire piatto o non incisivo. È così nel libro, è così nel film.

    Ho visto CMBYN più volte e ogni volta mi accorgo di quanto è bravo anche Hammer nell’interpretare il conflitto interiore, le contraddizioni caratteriali, la fisicità, e il cambiamento di Oliver. Sono stati tutti e due bravi, con una chimica perfetta; il personaggio di Chalamet era più importante e reggeva il film sulla spalle; per fortuna l’ha interpretato alla perfezione. 10 e lode.

  • abiqualcosa 30 Gennaio 2018 at 9:59

    Ragazzi vedetelo in lingua originale se potete. Praticamente OGNI singola scena è parlata contemporaneamente in inglese, francese e italiano.

  • Mr. Radio 30 Gennaio 2018 at 7:24

    L’ho visto e concordo con Tiziano Ferro.

    Questo film rispetta a pieno lo splendido libro dal quale è ispirato, nonostante le numerose differenze.
    Bellissima l’interpretazione di Timothée Chalamet, mentre Armie Hammer l’ho trovato piatto, non incisivo.
    Stupendi anche gli altri personaggi princiapli: la villa, i giardini, l’estate nella provincia italiana.

    Da segnalare anche il discorso finale del padre di Elio che ognuno di noi dovrebbe avere sempre come monito.

  • chiaaaa 30 Gennaio 2018 at 1:51

    È un film sensuale e poetico sull’amore gay perfettamente eseguito. Non ci sono drammi, non ci sono droghe, non ci sono parenti che piangono o che danno le botte, non c’è l’AIDS. Molti che lo guarderanno diventeranno dei genitori migliori. Ed è recitato da Dio.

  • HIkkI78909 30 Gennaio 2018 at 0:04

    Magari è un capolavoro, non l’ho visto. Ma necessario perché? A cosa?

  • God 29 Gennaio 2018 at 22:40

    Bravo Tiziano, hai usato le parole giuste: questo film era necessario!

    Ho pensato anche io la stessa cosa quando ho visto per la prima volta il trailer. C’era qualcosa di diverso nel modo in cui veniva rappresentato l’amore omosessuale. Sarà stata la musica di Sufjan o la presenza dell’arte e del paesaggio italiano che fa da cornice ai protagonisti…ma io sono rimasto rapito!

    Guadagnino ha preso la linfa dal romanzo di Aciman tingendo di poesia e tenerezza quegli attimi che scandiscono l’innamoramento omosessuale, quelle contraddizioni, quei pensieri e turbamenti che forse solo noi possiamo pienamente capire. E lo ha fatto con una delicatezza commovente.

    Non riesco a immaginare come sarebbe venuto fuori questo film se l’avessero diretto Ivory, Muccino o Ozpetek (erano delle possibilità concrete). Sarebbe venuto fuori qualcos’altro e senz’altro non avremo avuto lo stesso risultato (e nemmeno lo stesso cast).

    La sceneggiatura è spettacolare, lenta, ma così deve essere perché lo spettatore deve capire che i personaggi si devono conoscere, conoscersi e capire quanto e quando possono esporsi. La lentezza da la sensazione del tempo che passa (il vero e unico antagonista di questa storia) e del sentimento che cresce progressivamente. Fino a quando Elio trova il coraggio e conquista il cuore di Oliver.

    Guadagnino ha fatto un ottimo lavoro nel guidare i suoi attori nel fornirgli le informazioni che necessitavano. Chalamet vorrei che vincesse l’Oscar; ci sono certe scene in cui mi chiedo se ha fatto tutto da solo o è il regista che l’ha guidato. Io non mai visto nessuno recitare così in un film romantico. Spettacolare!