Luca Guadagnino girò il video di Vamos a bailar, il ricordo di Paola Iezzi

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Regista del film ‘cult’ di stagione, quel Chiamami col tuo nome candidato a 4 premi Oscar, Luca Guadagnino incrociò la carriera di Paola & Chiara nel lontano 2000.
L’allora 29enne regista palermitano, l’anno prima esordiente al cinema con The Protagonists, girò infatti Vamos a Bailar, capolavoro indiscusso della musica mondiale.
A ricordarlo, sui social, la Iezzi mora.

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Comments

  • abiqualcosa 27 Gennaio 2018 at 1:32

    Vedilo Suspiria di Argento, è un film assurdo. Non lo definirei noir… più espressionista al limite. Ma è un unicum, non assomiglia davvero a niente.

  • God 25 Gennaio 2018 at 22:11

    Per “Suspiria” non saprei, non ho visto la versione di Argento, sono semplicemente curioso di vedere come Guadagnino si cimenta con un film del genere, noir, ambientato a Berlino.

    “I Am Love” lo vidi oramai cinque, forse sei anni fa, forse è ora è il caso di rivederlo, ma l’impressione che mi lasciò me la ricordo bene. Più che la trama in CMBYN è l’evolversi della storia, i climax che ci sono, che sono più potenti e meglio distribuiti. O forse sono proprio gli attori e le loro performance che fanno la differenza.

    Non credo che sia solo perché sono gay e mi immedesimo di più nei protagonisti, io continuo a sentire eterosessuali (uomini e donne) rimanere toccati da questo film.

    In generale poi è proprio l’amore gay forse ad essere l’ultimo a destare ancora quel fascino del “proibito” che in un film etero nessuno oramai sentirebbe. Gli omosessuali lo vedono come un qualcosa di raro e bello in cui finalmente immedesimarsi, gli etero come una relazione proibita.

    A chi interessa su YouTube si trovano tutte le conferenze stampa dove viene raccontato molto bene come è nato e come è stato girato questo film.

  • abiqualcosa 25 Gennaio 2018 at 18:01

    A noi italiani ci piace buttarci merda addosso, non c’è niente da fare, siamo l’unico paese la mondo così. Oddio dai plot banale…non che CMBYN abbia questa trama incredibile eh. io SBAVO per Suspiria. Ovviamente tutti quando lo ha annunciato hanno urlato allo scandalo (compresi Asia e Dario). Invece secondo me LUI è perfetto.

  • God 25 Gennaio 2018 at 14:22

    Secondo me perché Melissa P. gli ha dato un brutto imprinting.

    Quindi da lì la critica l’ha guardato sempre con diffidenza. Anche a me, per esempio, il film non è per niente piaciuto.

    “I Am Love” l’ho apprezzato molto ma, diciamolo, non è un film per tutti. È un film per chi ha studiato arte, design, moda, cinema, architettura. Si apprezzano molto certe scelte estetiche, ma il plot era troppo banale. Non era un film accattivante o facile da vendere al pubblico italiano.

    “A Bigger Splash” era più promettente a livello di trama, ma anche lì è andato tutto a rotoli verso un finale improbabilmente tragico e con un imbarazzante Corrado Guzzanti in versione macchietta che ha infastidito non poco i giornalisti e critici italiani.

    “Call Me By Your Name” mette d’accordo tutti per le ragioni che riportavo sopra.

    Non sono però certo che questa combinazione imperfetta sia in grado di ripetersi e guardo con molta diffidenza ad ipotesi di eventuali sequel… 😉

    Concludo dicendo che secondo me una parte della critica italiana si è indispettita nel constatare che nonostante lo smantellamento in patria il regista abbia comunque trovato consensi ad Hollywood… è un po’ come se glielo avesse “messo in quel posto” umiliandoli. Anche il fatto che Luca lavori con disinvoltura con cast internazionali, che parli impeccabilmente inglese, ottenendo quindi più facilmente contatti, collaborazioni, finanziamenti, secondo me infastidisce molti soggetti nell’ambiente…ma forse è solo la mia opinione 😉

    Adesso sono molto curioso di vedere “Suspiria”.

  • abiqualcosa 25 Gennaio 2018 at 12:38

    Sono d’accordo con te. Pensa che secondo me persino Melissa non è un brutto film. Appunto, c’è un percorso e una crescita molto riconoscibili, e se è vero che IAL aveva delle imperfezioni, era comunque qualcosa di nuovo e potente che si affacciava nel deprimente scenario del cinema italiano. Io rimasi molto colpito, mi sembrava che finalmente qualcuno raccogliesse l’eredita di Bertolucci e Visconti in modo degno. Non ho mai capito perchè tanta avversione da parte nostra.

  • God 25 Gennaio 2018 at 0:23

    Quando vidi “I Am Love” rimasi molto colpito. Il film non mi convinse fino in fondo per via di una sceneggiatura a mio avviso banale, ma la fotografia, l’attenzione morbosa per i dettagli, il paesaggio che avvolge, mi rimasero parecchio impressi. Ricordo ancora che rimasi con la sensazione che un giorno avrei visto qualcosa di davvero “grande” da questo regista. 😉

    Secondo me “Call Me By Your Name” è figlio della tensione erotica di “Melissa P.” e la grandissima valenza estetica di “I Am Love”. In altre parole è la sintesi di stile e regia di Guadagnino che nel frattempo è cresciuto come cineasta raffinando tecnica e linguaggio. Per me ha già raggiunto il livello del suo maestro: Bernardo Bertolucci.

  • God 25 Gennaio 2018 at 0:08

    Diciamo che dopo 10 milioni di incassi negli USA (che diventeranno 20 a livello globale a fine stagione) 50 premi internazionali vinti e 5 nomination agli Oscar (4 per CMBYN e 1 per I Am Love) forse “Melissa P.” possiamo anche proprio dimenticarcelo. Non credi?

  • God 25 Gennaio 2018 at 0:01

    Ha diretto anche tre video di Elisa e uno di Irene Grandi se è per questo…

    Guardate che i registi non è che nascono da un giorno all’altro…e soprattuto non è che fanno solo film tutti i giorni…

    Per campare lavorano anche a video clip musicali, video aziendali, documentari, spot tv. Cos’è un concetto nuovo per voi?

    Guadagnino finora è stato un regista molto poco prolifico a livello cinematografico. Nella sua carriera ha realizzato appena cinque lungometraggi. Per il resto si cimenta soprattutto in riprese commerciali per brand di lusso, attività che è fiorita soprattutto dopo il successo di “I Am Love”, altro suo film candidato all’Oscar (migliori costumi) con cui si fece conoscere per uno stile elegante, raffinato e detail oriented che gli permise di ricevere molti ingaggi.

    “A Bigger Splash” fu un mezzo passo indietro, per via di una brutta sceneggiatura, ma “Call Me By Your Name” è stata la combinazione perfetta per gridare al capolavoro; il matrimonio perfetto tra la sua regia e uno script senza falle, condita da un cast spettacolare.

    Secondo me la resa di questo film è dipesa molto anche dalla grande “passione” e “motivazione” con cui Luca ha lavorato. Essendo lui stesso omosessuale, questa storia deve essere stata importante per lui e ha trasmesso molto bene la sua visione ai suoi co-workers.

  • Fabri 24 Gennaio 2018 at 20:59

    Che poi, ‘sto video si trova ancora online?

  • abiqualcosa 24 Gennaio 2018 at 19:56

    così…iconografico? E che è, un’icona russa? Comunque FASTIDIO che tutti adesso scoprono Guadagnino e saltano sul carro. Cazzo “Io sono l’amore” era un filmone, c’era già tutto lì.

  • Bless TheQueer 24 Gennaio 2018 at 19:24

    il vero problema è che ha girato 100 colpi di spazzola… poi giustamente è andato a sciacquare i pani negli usa. e ha fatto benissimo…

  • Andrew86 24 Gennaio 2018 at 18:00

    Non è quello il video che ha girato ma la bellissima versione italiana, suvvia!!