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Se sei gay puoi cantare qualsiasi amore, caro Rolling Stone

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tiziano-ferro-gay-vanity-fair‘Se sei gay non cantare etero’, titola un pezzo pubblicato ieri su Rolling Stone, a firma Tiziano Zarantonello, con il faccione di Tiziano Ferro in ‘copertina’ e una lettura dei sentimenti a dir poco surreale. Se sei omosessuale, in sostanza, non puoi conoscere l’amore eterosessuale. E viceversa.

“Ah, ma l’amore è uno solo, è universale”. Non è vero. Già di per sé ogni amore si compone di milioni di sfumature, figurarsi se quello tra uomo e donna, uomo e uomo, donna e donna possono essere uguali tra loro”, scrive con sconcertante sicurezza il caro Zarantonello, a suo dire travolto dal coming out di Tiziano Ferro, per anni visto come menestrello dell’amore etero per poi gettare la maschera ed annunciare al mondo la propria omosessualità. Non l’avesse mai fatto.

Immaginate come posso esserci rimasto nel momento in cui rivela al mondo di amare gli uomini. Come aveva potuto ingannarmi? Tu mi parli di quel congegno infernale che è la donna senza mai aver avuto i codici di accesso, senza mai aver voluto accedervi. E io come uno stupido ad ascoltarti‘. Nulla di volutamente ironico o surreale, purtroppo, da parte di un autore che ovviamente sottolinea di non essere omofobo, ‘perché gli amici gay ce li ho anch’io‘. Il problema, perché è incredibilmente sorto persino un problema, sarebbe talmente eclatante che avrebbe formato ‘tonnellate di popstar‘, testuali parole, ‘in odore di gayezza ma con testi e videoclip totalmente “eterodiretti”, che stridono con la sfera affettiva del cantante ma compiacciono le folle di ragazzine paganti‘.

I cantanti gay, secondo Rolling Stone che ha approvato e pubblicato tutto ciò, dovrebbero quindi limitarsi a cantare l’amore gay e a rappresentarlo con soli uomini, pena un’ambiguità estrema che devierebbe il fan eterosessuale verso chissà quale delirio psicofisico. ‘Se sei gay dunque, ti prego, non cantare etero. Perché le canzoni sono una cosa seria‘, conclude Zarantonello, evidentemente deviato da una penna incapace di limare determinate sfumature, perché persino un passaggio più che corretto e condivisibile (quello legato al coming out dei cantanti, chiamati ad uscire allo scoperto) finisce per passare in secondo piano dinanzi a simili argomentazioni. Nel corso della Storia poeti, letterati, registi, romanzieri e cantautori omosessuali hanno scritto pagine e pagine d’amore a 360°, perché il cuore non conosce orientamento sessuale e perché l’amore non ha chiavi di lettura differenti, da girare in senso orario o antiorario in base al genere. A Selvaggia Lucarelli, da un mese nuovo direttore del mondo web di Rolling Stone, si chiede un cenno, una propria opinione nei confronti di questo pezzo gratuitamente e inutilmente provocatorio sin dal titolo. Perché che sia gay o etero l’amore può e deve essere cantato, raccontato, scritto e rappresentato da chiunque. Purché se ne abbiano le capacità. Tutto il resto è clickbaiting.

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