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Tiziano Ferro e la depressione, ‘senza la musica chissà dove sarei finito’

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«Se non fosse stato per questo mestiere chissà come e dove sarei finito. Sicuramente sarei andato verso il peggio. E non mi riferisco necessariamente all’ipotesi che avrei potuto trasformarmi in un delinquente: la morte civile e morale si nasconde dietro tante maschere. Io per esempio sono un perfezionista e questo lato del mio carattere mi spinge ad isolarmi. E da qui alla depressione o alla misantropia il passo è breve. Quindi sì, la musica per me ha fatto miracoli». «Ho scelto di parlare della depressione per far sentire meno sole le persone che ne soffrono».

Così Tiziano Ferro sull’inserto Buone Notizie del Corriere della Sera, in edicola il 7 novembre.
Ricordi passati di una vita infelice, quella del cantante, poi riemerso non solo con la musica ma grazie a quell’ormai lontano coming out, che l’ha di fatto reso più leggero, sicuro di sè, felice.

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Comments

  • Florinz deBahia 6 Novembre 2017 at 16:19

    non capisco tutti sti commenti contro queste esternazioni di Ferro, cos’ha detto di tanto strano? boh. A parte che questa cosa della carriera nella musica come salvezza dal proprio malessere lo hanno detto anche altri cantanti famosi, e poi la depressione può essere di diversa intensità mica dev’essere per forza identica per ciascuno.

  • Bb 6 Novembre 2017 at 14:07

    ma pensa te…quindi per curare la depressione invece di buttare soldi in terapie basta incidere dei dischi fare tour mondiali meglio ancora anche un coming out su una famosa rivista e scrivere pure un libro…a saperlo! A tizia te vojo bene ma se sei depresso manco riesci ad alzarti dal letto e poi che minchia centra diventare un deliquente?

  • alex 5 Novembre 2017 at 23:26

    W Ferro sempre e comunque!

  • Fabri 5 Novembre 2017 at 21:30

    Ma infatti spara cazzate solo chi non lo ha vissuto sulla propria pelle o da molto vicino. Oltretutto, e non riguarda solo Ferro, ormai va di moda tirar fuori drammi, come a voler ‘giustificare’ una certa notorietà. Come se la gente si sentisse più vicina a loro per aver sofferto. Ma sti cazzi! Semmai, il ruolo di un intrattenitore è proprio quello di far divagare, non di sentir cose che già uno nella vita affronta per cazzi propri. Mi sembra che ormai un po’ troppa gente cerchi l’approvazione tramite la condivisione di drammi più o meno reali. Comincia a puzzare di falso, tutto qua.

  • Fabri 5 Novembre 2017 at 21:29

    Concordo. Poi non è che se uno è depresso finisce a fare il delinquente eh. Come tutti, si sarebbe dovuto rimboccare le maniche e adattarsi ai lavori che trovava. I veri eroi sono quelli che combattono con la vita di tutti i giorni e drammi ben peggiori. Senza farlo sapere al mondo intero (non che la depressione non lo sia, ma di certo non può essere lui un esempio in questo senso). Il coming out di Ferro non aiuta nessuno, viste le penose premesse e i lauti incassi racimolati grazie alle sue esternazioni letterarie. Era solo marketing. O non lo si sarebbe visto per anni in giro al GayVillage, se proprio voleva ‘nascondersi’.

  • Mdzboy 5 Novembre 2017 at 19:10

    Sarò sincero, ha perso punti Tiziano. Non sopporto i drammi gay e questi gay depressi e, negativi.

  • lorenzino 5 Novembre 2017 at 13:12

    mamma mia tiziano, con te mai una gioia, mai una spensieratezza, mai uno scazzo, come se non bastassero le tue canzoni, pure le interviste sono tutte un dolore, una tragedia. che cazzo di ansia…

  • fafner 5 Novembre 2017 at 13:12

    Parlare delle proprie fragilità è molto trendy, ma attenzione alle parole. La vera depressione non ti dà le forze né le energie creative per diventare un cantante in un mondo così competitivo, tanto meno ti permette di salire su un palco. Ci sono caratteri più o meno melancolici, più o meno gioviali. Ma la malattia è un’altra cosa: chiunque l’ha vista può testimoniarlo.