La Battaglia dei Sessi, intervista alla testimonial Imma Battaglia: ‘vorrei sfidare Putin e Donald Trump’

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Il 19 ottobre prossimo uscirà anche nei cinema d’Italia La Battaglia dei Sessi, film di Jonathan Dayton e Valerie Faris (registi di Little Miss Sunshine) che porterà in sala l’epocale scontro tennistico avvenuto nel lontano 1973 tra l’ex campione del mondo (uomo) di tennis Bobby Riggs (al cinema interpretato da Steve Carell) e la campionessa tennista Billie Jean King (donna), poi fondatrice della WTA e in sala interpretata da Emma Stone.
Il match, che la King vinse clamorosamente, fu poi per l’appunto ribattezzato “La Battaglia dei Sessi”, poiché poneva per la prima volta un uomo e una donna in competizione e sullo stesso campo, raggiungendo ben 90 milioni di spettatori in tutto il mondo. La King non solo competeva per l’uguaglianza dei sessi in ambito sportivo, ma lottava sul campo anche per venire a patti con la propria sessualità. Riservata nella vita privata, la tennista non aveva ancora fatto coming out pubblico ma attraverso quel match diede una svolta alla propria esistenza combattendo il sessimo, lottando per la parità tra uomo e donna e accettando il proprio io.
Per il lancio del film nel Bel Paese Fox Italia ha scelto Imma Battaglia come testimonial, a titolo completamente gratuito, non solo da sempre attivista LGBT ma anche campionessa di pallamano (ha militato nella nazionale femminile), tennista provetta e impegnata per l’organizzazione degli Euro Gaymes insieme a Gaycs.
Una Battaglia che per l’occasione, e per la prima volta nella Storia di Spetteguless, ho intervistato, proprio in onore di quella Billie Jean King, oggi 73enne, che in quel lontano 1973 fece la Storia dello sport. E non solo.

battle-of-the-sexes

1488883902-chi-coverMolti non lo sanno ma sei una grande sportiva nonché appassionata di tennis, impegnata negli anni con gli Euro Gaymes e ora testimonial italiana di questo film che celebra finalmente non solo una grande tennista ma anche, se non soprattutto, una grande donna, icona LGBT da oltre 40 anni. Cosa è stata per Imma Battaglia Billie Jean King.

Sono un’amante dello sport in generale, oltra a praticarne moltissimi, ne ho alcuni a cui sono molto legata e uno tra questi è sicuramente il tennis. Sono stata e sono una vera e propria groupie della tennista Martina Navratilova ed è stato proprio apprezzando la grandezza della Navratilova, che andando a ritroso ho conosciuto anche Billie Jean King, prima come tennista e poi come donna e attivista… Per me Billie Jean è stata un vero e proprio esempio di femminismo e fierezza sul campo. In quegli anni trova il coraggio di affermare la forza delle donne sul machismo più becero del suo sfidante Bobby Riggs e lo fa proprio attraverso il tennis. Non si può non conoscere la storia di Billie Jean… una storia come la sua andrebbe insegnata tra i banchi di scuola.

Nel 1973, quando lo storico incontro tra l’ex campione del mondo (uomo) di tennis Bobby Riggs e la campionessa tennista Billie Jean King (donna) divenne realtà, avevi 13 anni. Cosa ricordi di quell’evento e soprattutto di quel decennio, così importante nei confronti di una certa liberazione del neonato movimento LGBT.

Si è vero, avevo 13 anni e devo dirti che mai avrei immaginato di ritrovarmi accanto a Billie Jean King nella Million March di oltre 20 anni dopo, nei lontanissimi Stati Uniti d’America… Ricordo la forza di questa donna vincere sull’arroganza di un uomo e quell’evento mi avvicinò ancor di più alla favola dello sport, che abbatte ogni barriera per arrivare alla vittoria. Erano anni molto difficili e la sessualità era certo un punto caldo, ma non era un tema che si affrontava alla luce del sole. Poco dopo il ’73, arrivavo a Roma da Portici e toccavo con mano una situazione ben più retrograda e separatista, quella tra le femministe e le lesbiche femministe. Dire lesbica era difficile, ma d’altronde lo è tutt’ora… E anche Billie Jean King cerca il giusto tempo per affermare la propria sessualità. Il suo coming out infatti, arriva solo dopo tutto il percorso sportivo.

Prima di organizzare il primo storico World Pride del 2000, che si tenne a Roma, hai per l’appunto marciato a San Francisco al fianco di Billie e di Ellen DeGenenes, due veri monoliti rainbow dello sport e della comunicazione a stelle e strisce. Cosa vi diceste, di cosa parlaste, che emozioni provasti.

La sensazione di esser parte di qualcosa di così grande come un movimento che si muove oltre i continenti, è davvero forte. Non so ancora trovare le giuste parole che diano la sensazione tangibile di quello che ho provato. Inoltre io andavo a San Francisco per parlare di quel sogno che era il World Pride e questo mi portò anche ad esser protagonista della scena… Si parlava dell’Italia e di Roma, dall’altra parte del mondo. D’altronde si parlava del sogno di un corteo che accogliesse nella città del Vaticano tutti gli omosessuali che sarebbero arrivati a Roma, per marciare contro ogni discriminazione. Ricevere uno sguardo d’intesa o anche solo una pacca sulla spalla da volti come i loro, mi ha dato la spinta a puntare più in alto… Ci si diceva in continuazione di non mollare e che prima o poi l’Amore e l’Uguaglianza avrebbero trionfato. La strada è ancora lunga, ma questa è un’altra storia…

45 anni dopo La Battaglia dei Sessi il mondo dello sport professionistico è ancora quasi del tutto off-limits, per quanto riguarda l’omosessualità dichiarata e vissuta sul campo. Possibile che l’esempio di Billie Jean King abbia fruttato così pochi emuli, in differenti sport in cui ancora oggi è spesso l’omofobia a vincere le partite.

Questo è un mondo che sembra tornato indietro di 50 anni. Ed è anche per questo che film di questo genere hanno un’importanza e un valore inestimabile a livello culturale. Quando mi è stato chiesto di parlarne ho provato ancora quel brivido che ogni volta mi spinge in piazza a combattere per i nostri diritti. Il tennis dopo Billie Jean King è stato in eraltà protagonista di discreti ed importanti coming out, ma ahimè, è in sport ben più noti come il calcio, che la battaglia dei diritti non trova ancora l’epilogo positivo…

Potessi affrontare una Battaglia dei Sessi oggi, sul campo da tennis, per combattere il sessismo, lottare per la parità tra uomo e donna e sostenere i diritti LGBT, con chi vorresti giocarla e perché?

In assoluto Donald Trump e Putin.

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