Hugh Hefner, non solo Playboy: è morto un grande sostenitore dei diritti LGBT – le sue battaglie

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Hugh Hefner non ha soltanto fondato un impero, dando vita a Playboy nel 1953, sfidando l’ipocrisia americana di un tempo.
Il padre di tutte le conigliette, a lungo accusato di aver reso le donne un ‘oggetto‘ puramente sessuale, è stato infatti anche un fiero sostenitore dei diritti lgbt.
Hefner ha sempre sostenuto la legalizzazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso, sottolineando come la lotta per il matrimonio gay fosse “una lotta per tutti i nostri diritti. Senza di essa, torneremo di nuovo all’epoca puritana passata”.
Ma non si fermò qui, il suo esplicito appoggio alle nostre battaglie.
Nel 1955 lo scrittore Charles Beaumont scrisse una breve storia chiamata The Crooked Man.
Un racconto breve ambientato in un futuro distopico in cui l’omosessualità era lo status quo e gli eterosessuali erano in minoranza e discriminati.
Esquire si rifiutò di pubblicarlo, ritenendo che fosse troppo controverso.
Hefner, noncurante di chi gli consigliava di lasciar perdere, lo volle pubblicare su Playboy.
Dinanzi alle proteste dei lettori, Hugh replicò in modo netto: “se è sbagliato perseguitare gli eterosessuali in una società omosessuale, allora lo è anche il contrario”.
Erano gli anni ’50.
Hugh, nel corso degli anni, ha portato avanti anche battaglie per i diritti transgender, oltre a raccogliere fondi e a fare informazione sull’epidemia di HIV e AIDS negli anni ’80.
Cooper Hefner, suo figlio, ha reso omaggio al padre sottolineando come “mancherà a molti”, rimarcando la sua “vita eccezionale e impegnativa, come pioniere nei media e nella cultura di massa”.
Impossibile dargli torto, tanto nel bene quanto nel male.

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