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Yuri Guaiana, parla l’attivista italiano arrestato in Russia: ‘sto bene ma non so cosa accadrà’

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“Sto bene, sono in carcere, in una stanza con altri quattro attivisti russi e un poliziotto. Ogni tanto vengono a farci domande e chiedere documenti, in particolare a me per il visto. Non sappiamo cosa succederà adesso. Non abbiamo ancora mangiato, non ci hanno portato neanche un bicchiere d’acqua”. “Ci hanno comunicato che siamo in detenzione amministrativa”.

Così Yuri Guaiana, attivista arrestato questa mattina a Mosca dopo aver provato a consegnare milioni di firme contro l’omocausto ceceno, ai microfoni di RaiNews 24.
42enne di Cantù, Guaiana è stato fermato insieme ad altri quattro attivisti russi, ovvero Alexandra Aleksieva, Marina Dedales, Nikita Safronov e Valentina Dekhtiarenko.
Benedetto della Vedova, sottosegretario agli Esteri, ha annunciato come il Consolato italiano sia volato alla volta di Mosca per assistere il nostro connazionale.
Andrea Orlando, ministro della giustizia, ha nel frattempo preso parola sull’omocausto ceceno, condannandolo. Finalmente.

“Le notizie dalla Cecenia e quello che è successo in Russia desta preoccupazione”. “Forme di democrazia autoritaria sono forze di riferimento a forze politiche che agiscono nel nostro continente e nel nostro Paese con movimenti omofobi”.

Tutto ancora tace, incredibilmente, in casa Angelino Alfano, Ministro degli Esteri che sul caso Cecenia non ha mai proferito parola.

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