Torino Pride, l’appello pro-CECENIA a città e regione: stop ad ogni rapporto con la RUSSIA

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Cara Chiara Appendino e caro Sergio Chiamparino,

siamo certi e certe che voi siate già a conoscenza della gravissima e orribile situazione che sta verificandosi nella Repubblica Cenena, parte della Federazione Russa, dove è oramai accertato che centinaia di persone omosessuali siano in questi giorni vittime di persecuzioni, arresti, torture e omicidi da parte di “forze governative”.

Come rivelato di recente dal settimanale Novaya Gazeta, e confermato da altre fonti internazionali attendibili, citando testimonianze di diverse vittime, alcune delle quali rilasciate solo dopo il pagamento di un riscatto elevato da parte dei familiari, la situazione è in netto peggioramento. Il mese scorso, decine di persone sono state fermate e detenute in una “prigione segreta” nella località non lontana da Grozny di Argun, dove sarebbero avvenute le torture.

Il portavoce del presidente ceceno Ramzan Kadyrov ha sottolineato che in Cecenia non ci sono omosessuali. Se ci fossero, non sarebbe necessario arrestarli dato “che i loro stessi familiari li invierebbero in posti da cui non potrebbero fare ritorno”

Come saprete, nel regime della Germania nazista, esisteva il paragrafo 175 che ha permesso la tragedia di migliaia di omosessuali ai quali sono state inflitte pene e torture inaudite e che ha aperto loro i campi di concentramento e quindi la morte. NON possiamo permettere che questo si ripeta in nessuna parte del Mondo.

Abbiamo, già in passato, sollevato la questione dell’omofobia di stato perpetrata dal regime del Presidente Putin e crediamo di essere stati attenti nell’immaginare che quell’omofobia avrebbe avuto gravissime conseguenze.

Anche se vi sembrerà curioso, vi segnaliamo un’altra grave discriminazione di cui sono vittima in Russia i Testimoni di Geova, le cui organizzazioni sono già state “liquidate” in molte province mentre è il corso in processo per la “liquidazione” in tutta la Federazione Russa, la messa al bando della religione e la confisca dei beni delle congregazioni sono all’ordine del giorno. Ci sono anche notizie di Testimoni di Geova torturati in carcere, e moltissimi hanno perso i posti di lavoro. Praticamente tutte le organizzazioni internazionali hanno protestato per questa situazione. Loro non ci amano molto ma per noi ogni discriminazione va sempre combattuta!

Tutto ciò ci spinge, con rinnovata forza ed energia, a chiedervi di voler interrompere immediatamente ogni rapporto commerciale e culturale della Città di Torino, la Città dei Diritti, e della Regione Piemonte con la Federazione Russa e le sue rappresentanze scrivendo all’Ambasciatore le ragioni evidenti che vi spingono a fare un gesto così importante.

Chiediamo anche a tutti e tutte coloro che condividono con noi la lotta alle discriminazioni ad unirsi alla richiesta e a non dimenticare le parole di Bertolt Brecht, oramai scolpite nella memoria collettiva, “Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare

Grazie Chiara e Sergio

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