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Il Bello delle Donne è orrore televisivo che ipnotizza

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Quel che hanno visto i miei occhi nelle ultime due ore difficilmente lo potranno dimenticare.
Il ritorno in tv de Il Bello delle donne dopo oltre un decennio d’attesa ha infatti superato qualsiasi malsana previsione, trasformandosi da subito nell’evento trash televisivo di tutto il 2017.
Trainato dalla più grande comica (a sua insaputa) della storia del cinema italiano, Manuela Arcuri, e da una serie di attrici non si sa come finite in contanto obbrobrio (Claudia Cardinale, Anna Galiena, Lina Sastri), la fiction Mediaset ha dispensato due ore di puro orrore catodico, talmente abbagliante da risultare ipnotico.
Impossibile cambiare canale dinanzi a quel doppiaggio, a quella recitazione in stile The Lady, a quel degradante personaggio di Sam (che mena e insulta le donne, fingendosi ‘frocio’ per scoparsele), a quella poraccia di Lalla La Sciacalla (ogni riferimento a Selvaggia Lucarelli è puramente casuale), a quel caso umano di Jessica (parrucchiera coatta che abortisce, ce pija le botte e gli insulti nel giro di un’ora) e a quelle battute da z-movie anni ’70:

‘Prima de compromettose, me dica n’dannamo’.
‘E’ er mejo negozio de parrucchiere de Roma’.
‘Me raccomanno sta’ lontana dai coatti’.
‘Li mortacci’.
‘Ma lei non era frocio’.
‘A cessa, a monnezzara’.
‘Jessica so’ n’omo de merda’. ‘Ma no, non di ste cose’.
‘Certo che so bravo a fa er frocio’.
‘Non me rompete er casco. Vado, a fono e torno’.

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Più che una fiction una carrellata di gif, con sceneggiatori che trascinano la trama raccattando bussolotti a buffo e attori dalla forza espressiva paragonabile ad una sacchettata di merda.
Tutto questo senza aver ancora visto la sottotrama transgender, che potrebbe davvero regalarci ulteriori ‘perle’ di inimmaginabile bruttezza, per un prodotto che conferma l’assoluto dominio Mediaset nella produzione di fiction inspiegabilmente magnetiche nella loro paurosa oscenità. Tra una vergognosa risata e l’altra, infatti, Il Bello delle donne è già diventato appuntamento imprescindibile del venerdì sera. Perché anche lo sfacciatamente mostruoso, se esasperato con toni addirittura drammatici, può regalare inattese gioie.

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