Michael Bublè contro gli omofobi: essere gay non è una ‘scelta’, è genetica

Condividi

michael_buble
‘Sai una cosa, tra diversi anni, quando i miei figli cresceranno e leggeranno quel che è accaduto, saranno fieri del loro padre, perché il loro papà è sempre stato sul lato giusto della storia. Mentre ci saranno un sacco di persone che saranno gravemente in imbarazzo per i loro pregiudizi e per la loro intolleranza. E dovranno conviverci, sarà la loro eredità. Io mi rifiuto di dover lasciare quel tipo di eredità. Se i miei figli fossero gay? Risponderei con l’amore. Perché li amo. Li amo così tanto che voglio solo che siano felici. Il mio obiettivo nella vita è quello di renderli felici, questo è quello che sono. Quando sento la gente dire che si ‘sceglie’ di essere gay, mi devasta. Di cosa stai parlando, cazzo? Non si sceglie. Non è una scelta. E’ genetica’.

Intervistato da PrideSource, così Michael Bublè, da sempre vicino alla comunità LGBT, ha affrontato il tema dei diritti e dell’omofobia.
Il cantante canadese ha due figli: Noah, nato nel 2013, ed Elias, nata meno di un anno fa. Bimbi fortunati, è evidente, nell’avere un padre così.

Autore

Articoli correlati