Back to Black di Amy Winehouse compie 10 anni

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Il 27 ottobre del 2006 usciva nei negozi inglesi il disco di una cantante ai più sconosciuta, Back to Black il titolo, su etichetta Island Records.
10 anni fa la storia della musica pop accoglieva a braccia spalancate un capolavoro in grado di tramutare da subito la sua artista, Amy Winehouse, in icona internazionale.
12 milioni di copie vendute in tutto il mondo, 5 Grammy e una fama che l’ha presto divorata, portandola alla morte nel 2011.
Secondo disco di Amy nonché ultimo, prima dell’arrivo del postumo Lioness: Hidden Treasures, Back to Black rilanciò il “white soul” britannico dando ufficialmente il via alla Winehouse Mania, ancora oggi più viva che mai.
Quanto ci manchi, inarrivabile Amy.

Rehab – 3:35 (Amy Winehouse)
You Know I’m No Good – 4:17 (Amy Winehouse)
Me & Mr Jones – 2:33 (Amy Winehouse)
Just Friends – 3:13 (Amy Winehouse)
Back to Black – 4:01 (Amy Winehouse, Mark Ronson)
Love Is a Losing Game – 2:35 (Amy Winehouse)
Tears Dry on Their Own – 3:06 (Amy Winehouse, Nickolas Ashford, Valerie Simpson)
Wake Up Alone – 3:42 (Amy Winehouse, Paul O’Duffy)
Some Unholy War – 2:22 (Amy Winehouse)
He Can Only Hold Her – 2:46 (Amy Winehouse, Richard Poindexter, Robert Poindexter)

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Comments

  • chiaaa 28 Ottobre 2016 at 23:39

    Non è corretto. Non tutti i migliori. Alcuni dei migliori. Io preferisco il metodo John Lennon..

  • Francesco 28 Ottobre 2016 at 12:45

    Penso al confronto con la ultra sopravvalutata Adele: Back To Black è un vero capolavoro, non certo album come 21 e 25 (non includo sicuramente 19), che si fa fatica ad ascoltare dall’inizio alla fine
    AMY ci manchi……….

  • Luca Verducci 28 Ottobre 2016 at 0:19

    Collegandomi alle tue ultime frasi penso, come mai i migliori/ i più grandi artisti sono sempre quelli che hanno avuto un anima tormentata accomunata da un grande senso di autodistruzione

  • Luca Verducci 28 Ottobre 2016 at 0:17

    Il mio più intimo amore

  • SoundPost 27 Ottobre 2016 at 23:47

    Uno dei migliori album di tutti i tempi secondo me. Forse sono di parte, adoravo (e adoro tutt’ora Amy), è stato il mio primo disco e ne ho consumati almeno un paio. Lei era un vero talento, unico, genuino e vero. Lunedi dovrebbe uscire una “sorpresa” in onore dei 10 anni, molto probabilmente sarà una specie di “Back to Black 2.0” con dei duetti.

  • chiaaa 27 Ottobre 2016 at 23:32

    Un’artista interessante e promettente, uscita dalla “scuola” di cantautorato inglese e con radici nella Londra sporca, autentica e viva di Camden Town; quella che puzza di Whiskey, droghe e tabacco tra pub, appartamenti e squat, fino alle luci dell’alba.

    L’album “Back to Black” fu un lavoro onesto e sorprendente, per il mondo del pop: lo specchio riflesso della sua sofferenza interiore, della sua dipendenza dagli stupefacenti e dall’amore per Blake Fielder. Il disco è anche uno dei migliori interventi di Mark Ronson come produttore.

    Mi fermo qui con gli elogi perché io sono del parere che Amy Winehouse sia stata sopravvalutata come artista proprio per via della sua immagine da “anima tormentata e maledetta” e per via della morte prematura che l’ha, comprensibilmente, consacrata a leggenda.

    Ricordiamoci che è molto più logico e doveroso prendere come “mito” chi combatte i demoni della vita, rimane in piedi e lottare per i propri diritti, e nutre rispetto non solo per se stesso, ma anche per gli altri (cari e familiari). Cedere all’autodistruzione sprecando la cosa più bella che abbiamo la nostra vita (e, nel suo caso, che vita!) è un peccato ed è qualcosa che, francamente, nessuno dovrebbe/vorrebbe imitare.