Trono Gay, l’accusa social del corteggiatore Gabriele Rapetti: è tutto finto, Claudio è già fidanzato

Condividi

14560074_10154095827947987_8634209135850545413_o

13319848_10153794607072987_2916295424208096563_nParlo con cognizione di causa e lo farò l’ultima volta. Dopodiché chiudo il discorso definitivamente. La premessa è quella per cui non ho nessuna invidia, rabbia, delusione nell’aver effettuato una scelta condivisa. Per fortuna ho l’intelligenza di capire che per suscitare interesse in una persona non devo sottostare a 60 secondi di cronometro o fingere di essere emozionato. Con il benestare della redazione ho partecipato a due puntate di questo chiacchierato programma televisivo in qualità di corteggiatore di Claudio Sona. Ho passato 2 giorni e quindi 3 registrazioni del programma a stretto contatto con tutti i partecipanti che prestano il volto e scaldano il seggiolino dalla De Filippi. Leggo tantissimi commenti disprezzanti su chi ha partecipato, ma anche recensioni tipo “che cucciolo questo ragazzo”, “si vede già che c’è intesa da come si guardano”, “lui è figo”, “ma sti gay sono tutti boni”, ecc… Bene, la mia partecipazione al programma è stata a meri fini di curiosità e di messa alla prova. Come vedrete io ho giustificato il fatto di cercare qualcuno in tv come un vivere qualcosa al di fuori di ciò che circonda il nostro “mini mondo” fatto di toccate e fuga, chat, sesso, paura di amare. Poteva essere curioso abbandonare i social e dedicarsi a conoscere una persona in quel contesto, dando una parvenza di sensibilizzazione a chi ancora ha paura degli omosessuali, per dimostrare che le dinamiche sono uguali a quelle del mondo eterosessuale (uso benevolo dello strumento televisivo). Bene, a prescindere dal fatto che non ho avuto molto interesse a conoscere il “tronista” in quanto mi è parso molto burattino e comandato, volevo specificare che i vari DJ e PR sono lì per, testualmente detto, “aumentare i followers delle loro pagine”, con l’aggiunta di “questa tanto è passiva”, “ha già un fidanzato, quindi stasera orge!”, “abbassiamo le mutande con gli autori”, “stiamo lì sino a quando non ci manda via” (e intanto Mediaset spende in biglietti del treno, alberghi, pulmini). La cosa che mi fa imbestialire è come tante persone che hanno ancora pregiudizi possano ancora credere a questa immagine che tali ragazzetti convinti vogliono dare: avvicinarsi alla conoscenza del mondo LGBT vuol dire avere degli esempi reali, sinceri, concreti e disinteressati. Il programma ci sta, ma il contenuto dei partecipanti è illusorio e finto. La redazione ha fatto un lavoro di selezione di alcuni mesi, come mai sono restate persone a cui non gliene frega un cazzo di conoscere qualcuno, che vanno in giro la sera a fare le peggiori porcate o scrivono ancora sulle chat con profili anonimi? Perché le selezioni non le hanno fatte gli stessi autori degli altri troni? Perché affidare questa responsabilità a chi è infiltrato nel mondo gay, quello marcio, e non a uno normale, comune, con una vita magari anche monotona ma che viva veramente di sentimenti e emozioni non influenzate dalla voglia di Instagram, Facebook, Grindr e blog? Dio santo, almeno avere la buona fede di mettere da parte tutto ciò, se si vuole dare una parvenza di serietà e cercare di trasmettere un messaggio positivo. Il tronista di Verona è già fidanzato e questo è certo, io lavoro a Verona e lo conosciamo tutti: ora cerca di non farsi vedere in giro con questa persona sino a che il programma non finisce. Ma non ci sto al fatto che la gente da casa venga illusa da questa novità mediatica! Io non sono l’esempio della perfezione e non lo sarò mai, ma chissà perché, quando ho iniziato a far trapelare certe cose, anche con la stessa redazione, l’atteggiamento è stato di “strano stupore” e di “finta indagine” e mi è stato detto che le cose, se sono vere, verrano fuori: ma se non ascoltate chi le cose le sa per certe (e non solo io), non farete venire fuori nulla, perché volete evitare polveroni e perdereste tutti i commenti sui social di quelli che non sanno nulla di tutto questo marcio e continuano a commentare con “che belli, che boni, che emozioni”… Misterioso anche il fatto di non aver saputo subito di accedere a queste famigerate esterne, ma solo il giorno dopo, quando mi ero già arrabbiato per gli elementi che c’erano e mi ero già distanziato, sia in trasmissione che dopo, dagli altri corteggiatori che mi odiavano già. Vi esorto a diffidare di quello che sta accadendo e soprattutto a non credere alle persone che stanno prendendo parte a questa trasmissione. Da buon avvocato sono responsabile di quello che dico, ma non ho paura perché dico solo la verità. Maria, hai toppato alla grande con questa scelta, là fuori ci sono davvero ragazzi con voglia di venire fuori e raccontarsi. Invece no, i racconti sono sempre gli stessi: “Gioco a calcio ma non sono dichiarato” (non è vero, andate al Muccassassina a chiedere); “non parlo col mio papà da 6 anni” (ma hanno già portato a casa 120 ragazzi); “sono imbarazzato e timido” (ma poi li becchi in albergo, nelle stanze degli altri corteggiatori, a sfottere tutto il contesto e le persone che lavorano in produzione e redazione). Quindi evviva le cene, i bicchieri di vino e gli sguardi sinceri di chi ha veramente voglia di conoscere qualcuno: Maria, la prossima volta, se ci sarà, metti sul trono il postino di Caniccattì, che non parla con nessuno perché ha paura di essere lapidato perché gay, ma che sicuramente avrebbe il cuore negli occhi e potrebbe davvero far dire alla gente: “Sì, siamo tutti uguali!”.

14448930_10154091269242987_7683525353691926432_n-1

Ovvero come ti smonto il trono gay tramite uno sfogo Facebook (via Gay.it),  a dir poco condivisibile. Ma una semplice domanda, caro Gabriele, vorrei davvero fartela: davvero ti aspettavi altro dal baraccone di Uomini e Donne, da sempre finto come una banconota di 3 euro e telecomandato dagli autori come neanche l’Ambra dei tempi d’oro? Davvero credi che ci sia disparità di ‘falsità’ tra troni? Questa prima edizione LGBT di Uomini e Donne serviva essenzialmente ad inviare un messaggio di ‘uguaglianza’ e di ‘normalità’ al pubblico medio italiano. Che questo messaggio sia poi palesemente contraffatto dalla redazione, per quanto possa dare fastidio, è un più. Soprattutto perché da sempre, anche in ambito etero, accade più o meno lo stesso. Le cene, i bicchieri di vino e gli sguardi sinceri di chi ha veramente voglia di conoscere qualcuno teniamoceli stretti lontani dalle telecamere Mediaset, perché vivaiddio non ce li toglie nessuno e perché non esiste proprio il bisogno di dover andare su Canale 5 per viverli sulla propria pelle.

Autore

Articoli correlati

Impostazioni privacy