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Alba, pestaggio omofobo al fidanzato del figlio – in galera il padre

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omofobia-copertina-espressoAvevano inizialmente pensato ad una rapina, i carabinieri, per poi scoprire tutt’altra verità.
La notte del 16 maggio in un’area di sosta di Benevello, in provincia di Cuneo, due ragazzi sono stati pestati a sangue.
A picchiarli, apparentemente senza motivo, un professionista di Alba e un suo amico artigiano, ora accusati di lesioni personali aggravate, violenza privata, minacce aggravate e danneggiamento.
Uno dei due ragazzi massacrati di botte, infatti, era il fidanzato marocchino del figlio 18enne del professionista di Alba, che si è così letteralmente ‘vendicato’.
Un raid punitivo che ha visto le vittime finire al pronto soccorso, con prognosi fino a 90 giorni.
Il padre del ragazzo non accettava l’omosessualità del figlio e ancor più la storia con l’extracomunitario.
Cronaca nera della peggior specie che conferma la necessità di una legge contro l’omofobia, come ribadito da Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay.

«Un episodio di gravità inaudita, un allarme che deve essere affrontato con urgenza dal Parlamento». «La vicenda accende ancora una volta i riflettori sul l’omotransfobia del nostro Paese e sul livello di legittimazione sociale e culturale su cui questo fenomeno può contare. Questi sono gli episodi per fronteggiare i quali chiediamo una legge contro l’omotransfobia che punisca con severità atti di questo tipo che non possono essere incasellati solo come aggressioni e violenza privata, ma che devono essere trattati per quello che sono, cioè crimini d’odio. Servono perciò specifiche aggravanti, le stesse che chiediamo da anni, invano, alla politica. L’assenza di queste aggravanti contribuisce a derubricare come meno gravi le aggressioni a sfondo omotransfobico, creando un ignobile senso di tolleranza e legittimazione culturale rispetto a queste violenze. Di tutto questo – conclude Piazzoni – fanno le spese giovani ragazze e ragazzi, la cui unica colpa è di voler vivere liberamente i propri affetti».

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