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“A noi Foffo non piacciono i gay ma le donne vere”, l’incredibile difesa omofoba del padre di Manuel Foffo

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Dopo i legali e i familiari della vittima Luca Varani, che da giorni vanno in giro a sottolineare come loro figlio non fosse un escort omosessuale bensì un fedele fidanzato eterosessuale, anche il padre di Manuel Foffo ha voluto rimarcare l’assoluta (dice lui) eterosessualità del figlio assassino, via Il Messaggero.

“A noi Foffo non ci piacciono i gay, ci piacciono le donne vere. E mio figlio non è da meno”. “Mio figlio non è gay e sì, è stato ricattato da Marco Prato“.

Parole che hanno davvero dell’incredibile, perché nell’Italia delle unioni civili che si apprestano a sbarcare alla Camera due famiglie devastate dal dolore, chi per un figlio brutalmente assassinato e chi per un figlio brutale assassino, sembrerebbero avere un’unica preoccupazione da gestire, al momento. Ovvero ribadire l’eterosessualità dei propri pargoli. Tutto ma non froci. Omofobia implicita e al tempo stesso esplicita che esplode con fragore sugli schermi di Porta a Porta, de Le Iene, di Chi l’ha Visto e sui giornali, tra interviste e rivelazioni, tutte centrate sulla ‘normalità’ di Luca e Manuel. Il primo piombato in quell’appartamento per ‘120 euro’, e il secondo ‘minacciato’ da Prato, dicono loro, con un filmino di un pompino girato la notte di Capodanno. D’altronde quale eterosessuale si ritroverebbe a fare una pompa ad un ragazzo? Se non fosse che di normale, in questa atroce vicenda di cronaca nera, non ci sia davvero nulla. Orrenda rappresentazione mediatica a parte. Ma tacete e chiudetevi nel vostro dolore, invece di aprir bocca per dire simili oscenità.

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