Grindr ha ucciso l’interazione sociale e aumentato la violenza omofoba? La risposta del CEO Joel Simkhai

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Non c’è gay single che non abbia mai provato almeno una volta nella vita Grindr.
O forse sì.
Anzi, sicuramente sì, ma son sempre meno e forse sempre più attratti dall’idea di perderci qualche minuto sopra.
Eppure mai come in questo momento Grindr è finito nell’occhio del ciclone, vedi omicidio Varani che ha fatto affiorare in superficie i rischi che si corrono nell’incontrare sconosciuti, per non parlare di quell’interazione sociale che l’app da rimorchio avrebbe di fatto annientato.
D’altronde quante volte è capitato, a tutti noi, di vedere qualcuno che ci piace in un locale, NON DIRGLI NIENTE dal vivo per poi scrivergli un messaggino una volta tornati a casa. Alzate la mano, cazzari.
Ma Joel Simkhai, CEO di Grindr, difende la propria creatura, appena venduta per il 60% ad un colosso cinese per 93 milioni di dollari:

‘Anche prima di Grindr, credo, spesso e volentieri uno non si faceva avanti. Ma oggi se vai in un qualsiasi pub o discoteca gay vedrete molte persone che usano Grindr. Le persone ancora oggi socializzano, e anche molto bene, ma Grindr da’ a molti di loro quella dose di fiducia per attaccare una conversazione che in caso contrario non avrebbe luogo, perché troppo timidi per farsi avanti. Alla fine della fiera, Grindr è un’app che mostra quei ragazzi gay che sono attorno a voi, che potreste incontrare. Alcuni si incontrano, alcuni diventano amici, fidanzati, scopamici, è il corso naturale della vita. Si incontra qualcuno e molte cose possono accadere’.

E qui, onestamente parlando, do ragione a Simkhai. Perché se è vero che Grindr ha sicuramente frenato l’approccio diretto face-to-face, aiutando però chi mai ce l’ha avuto perché limitato dai complessi e dalla timidezza, dall’altro non si può certamente colpevolizzare un’app per l’uso sbarazzino del proprio corpo. Nessuno obbliga nessuno a far niente, nessuno obbliga nessuno a conoscere sconosciuti e nessuno obbliga nessuno a far sesso senza le adeguate protezioni. Se cedete, avete ceduto o cederete a questi 3 punti, con annesse ipotetiche conseguenze purtroppo negative, non scaricate la colpa su Grindr e simili. Ma guardatevi allo specchio.

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Comments

  • Andrea Betti 17 Marzo 2016 at 18:02

    Ma certo che porta cambiamenti e certo che ha comportato un aumento del diffondersi delle malattie sessualmente trasmissibili, ma è una variabile tra tante. Che poi si possa usare male è un altro paio di maniche…

  • NicoNico 16 Marzo 2016 at 21:43

    Bottom x top, ma forse dovevo scrivere B4T! Siamo pure poliglotti in chat. 🙂

  • Boh! 16 Marzo 2016 at 21:38

    Bottom per Top, potrebbe essere?

  • Gianluca 16 Marzo 2016 at 18:07

    Concordo su tutta la linea… comunque misà che son rimasto indietro, BxT che sarebbe? XD

  • JJ Rob 16 Marzo 2016 at 17:22

    Sarei anche d’accordo con te se solo non fosse che ci si può innamorare di chiunque. In qualunque situazione. Il tuo è un discorso tecnico che non prende in considerazione una variabile umana secondo la quale molte coppie felici si sono conosciute in modi assurdi. Anche chi cerca amore usa Grindr, una cosa non esclude l’altra. Finiamola col cercare di catalogare comportamenti e persone, si può amare il sesso e cercare una relazione. Le persone sono complicate, troppo semplice usare la logica.

  • stilographs 16 Marzo 2016 at 10:03

    Purtroppo condivido questa tua riflessione. Mi piacerebbe trovare la famosa eccezione ma temo che farei prima a trovare il proverbiale ago nel pagliaio. Tra l’altro, non so a voi, ma a me crea anche un esagerato senso di frustrazione oltre che un inspiegabile senso di colpa.

  • NicoNico 16 Marzo 2016 at 9:41

    Sottoscrivo ogni tua singola parola naomi. Ricordiamo inoltre che grindr ci ha regalato perle come “senza foto viso non rispondo”, “se non rispondo non sono interessato” e poi i vari “maschio x maschio” e i codici criptati AXP PXA BXT ecc. Trovo tutto ció folkloristicamente uno spasso.

  • H.S. 16 Marzo 2016 at 9:36

    Personalmente, ho tolto questa applicazione, quello che ho riscontrato io e solo una massa di psicopatici con seri problemi di personalità. Non che il resto delle app sia migliore, ma Grindr è un concentrato. Poi, l’eccezione conferma la regola ci mancherebbe.

  • Mdzboy 16 Marzo 2016 at 9:05

    Volevo anche dire che queste APP sminuiscono il valore delle persone e la loro autostima. Le persone più deboli cadono vittima delle regole meschine e da prostituzione di questo social. Per me è comico e patetico che qualcuno ti chieda la foto dell’uccello senza conoscerti (e anche dopo comunque), ma molti cadono vittima di questi ricatti e squallori generalizzati.

  • Mdzboy 16 Marzo 2016 at 8:57

    È curioso che questo tipo di APP le utilizzano anche gli etero, ma dopo un po’ smettono di utilizzarle. Alla fine non basta certo una foto e una frase per far colpo, l’amore ha bisogno di tempo e di un confronto reale. Io anni fa ho trovato il mio attuale marito su questi social, ma è stata una ricerca estenuante e frustrante tra più di 1.000 profili con cui ho interagito. Anche se con me ha funzionato (ho dovuto ricorrere solo per l’ambiente limitato in cui vivevo), resto dell’idea che queste app sono una perdita di tempo.

  • Coso 16 Marzo 2016 at 7:21

    Direi di si, vista la freddezza e l’aggressività delle descrizioni di certi profili. Nascondendosi dietro ai social esce tutta la cattiveria e il menefreghismo. Ottenere quel che si vuole e se non ti piaccio o non ce l’hai abbastanza grande ti dicono di crepare e sparire.Pazzesco, siam ridotti male.

  • Stefano Innominati 16 Marzo 2016 at 7:19

    Sono d’accordo con Mr. Simkhai e con l’autore di questo articolo.
    Non diamo la colpa ai social network.
    Noi tutti dovremmo essere in grado di dominare loro e non il contrario.
    E invece noi persone (gay o altro…) siamo troppo spesso succube di noi stesse e delle nostre fragilità/meschinità.
    Io ho cominciato agli inizi degli anni ’80 con le lettere per posta e gli annunci su Babilonia.
    Preistoria che non rimpiango assolutamente.
    Ben vengano i social ma sono IO che domino loro e ne faccio l’uso che voglio e do loro il giusto peso, non il contrario!

  • Key- hit me Naomi 1more time 16 Marzo 2016 at 2:16

    L’unica cosa positiva di Grindr è che puoi palesemente vedere o meglio “scoprire” chi sono i gay intorno a te.
    Per il resto come qualsiasi social ha ucciso ogni relazione sociale.
    Stare dietro un profilo è più facile per chiunque, lo è per i timidi ma soprattutto per i repressi.
    Il fatto che si possa essere dei depravati non dipende chiaramente dalle app.
    Certamente app e chat e dating site gay non hanno credibilità proprio a causa dei comportamenti degli omosessuali che sono anzitutto omofobi e poi pervertiti.
    Ci sono le eccezioni ma rispetto alla maggioranza valgono nulla. Per questi sarà davvero difficile trovare un’altra eccezione con cui condividere del tempo. Alcuni ci riescono ma sono fortunati.
    C’è invece chi accetta la propria condizione e quindi preferisce solo fare sesso e divertirsi. Molti si ritrovano però in questo giro loro malgrado dal momento che la vita sociale fuori dalla comunità è difficile e dentro è penosa.
    Aggiungerei che lo si può usare anche per ridere un po’, chattando coi repressi assatanati ma lo si deve fare con tanta ironia e leggerezza, non perchè non vi possa capità quella botta de culo che vi trasforma in eccezioni, ma proprio perchè di serio non troverete mai nulla nella comunità gay in linea di massima, che sia su un app o in un locale.
    I ragzzi gay che vogliono relazioni stabili, che cercano dei compagni di vita, che amano farsi una famiglia, non li troverete sulle app, nè nei bagni dei locali, nè in discoteche mentre si strusciano. Ma in giro a vivere la loro quotidianità.
    Poi se qualcuno di voi può contraddirmi sarò lieto di annunciarvi che siete voi quella famosa eccezione, ma dubito ve ne siano.
    Divertitevi e rinunciate all’amore che fate prima.

  • Salvo 16 Marzo 2016 at 1:55

    Pù che altro trovi solo sesso . l’amore e l’amicizia su grindr non esistono

  • Andrea Betti 16 Marzo 2016 at 0:39

    ma sì, ma infatti… è come se uno dicesse “sono grasso perché mangio pizza, aboliamo la pizza, la pizza fa diventare obesi, ergo fa male!” o.o se eviti de sdrajatte 3 pizze a pasto, e 2 tra un pasto e l’altro, forse… -.- guarda che la gente è assurda, prima fa la troia, e poi dà la colpa all’app… <.< se te piace inginocchiatte come una suora di clausura il problema non è né l'app, né il modo in cui hai incontrato il fortunato portatore di candelabro, sei tu che sei religiosa!

  • ivan 15 Marzo 2016 at 21:06

    nessuno obbliga nessuno…. ma tutto e’ fatto per uno scopo ben preciso… se poi si considera la stupidita’ umana il gioco e’ fatto. negare che tra droghe e grinder e’ praticamente impossibile socializzare e’ negare l’evidenza di una triste e’ pericolosa realtà . uno schifo.

  • Cinephile 15 Marzo 2016 at 19:39

    Dubito fortemente che uno possa combattere “complessi e timidezza” ricorrendo all’uso di un’app… Anzi… Ricordiamoci che la vita vera è un’altra, ed è lì che bisogna mettersi in gioco. In tutti i campi, compreso quello… chiamiamolo “relazionale”.

  • Domingo 15 Marzo 2016 at 18:12

    “D’altronde quante volte è capitato, a tutti noi, di vedere qualcuno che ci piace in un locale, NON DIRGLI NIENTE dal vivo per poi scrivergli un messaggino una volta tornati a casa. Alzate la mano, cazzari.”

    Io la mano la alzo sì. Ma magari avessi mai visto qualcuno che mi piace e poi l’avessi trovato su Grindr!

  • Enrico 15 Marzo 2016 at 17:58

    concordo, quello che grindr ha casomai contribuito a far aumentare f(anche statisticamente parlando) sono le malattie sessualmente trasmissibili. e qui non accetto un NON E’ VERO!