5 marzo a Roma, l’ennesimo comunicato delle associazioni glbtq: in piazza per unire e non per dividere

Condividi

12096607_1128068833870908_6208841500321964462_n

Lo ammetto, ho perso il conto.

Una legge non c’era e ora c’è. Il Parlamento doveva farla perché l’Italia è stata sanzionata dalla Corte Europea per non avere ancora adottato una legge che garantiva i diritti delle coppie omosessuali. È questo il quadro in cui si inserisce la legge che adesso arriverà alla Camera. Un passo dovuto. Che ha tuttavia lasciato fuori il tema dei diritti dei nostri bambini, dell’uguaglianza dei progetti di vita, dell’omogenitorialità. La legge si farà e nessuno ne chiede il ritiro. Comprendiamo la soddisfazione di molti per questo risultato ma festeggiare dopo lo strappo che è stato compiuto pare davvero insostenibile.
Il momento giusto è adesso: è il momento di chiedere tutte e tutti insieme rispetto pieno delle nostre vite, pieno riconoscimento dei nostri diritti e di quelli dei nostri figli e delle nostre figlie, che oggi restano esposte a una discriminazione insopportabile; il nostro obiettivo rimane quello di sempre, il matrimonio egualitario.
Non sarà il movimento a decidere come e quando il matrimonio sarà legge, spetta al Parlamento darci una risposta soddisfacente, noi sappiano solo che è già tardi. Il nostro compito comune è tenere alta l’attenzione sulle nostre rivendicazioni e rilanciarle senza permettere che vengano dimenticate o messe in un angolo.
La manifestazione del 5 marzo è per unire e non per dividere. Siamo tutti e tutte uniti nel rivendicare uguaglianza di diritti, ma anche per celebrare noi stessi, le nostre battaglie, le nostre vite e il nostro orgoglio. Insieme a tutti coloro che credono in un paese laico e civile“.

Autore

Articoli correlati

Comments

  • lollo 1 Marzo 2016 at 0:17

    ma io ti amo

  • Shkval 29 Febbraio 2016 at 19:13

    Quel tutto il resto sta nella carta europea dei diritti che evidentemente non hai letto nemmeno per sbaglio.

  • Cinephile 29 Febbraio 2016 at 17:32

    Ora un po’ meno emozionali in realtà, per fortuna. Continua a sembrarmi una manifestazione un po’ inutile se non inopportuna, dal momento che è chiaro che di matrimonio egualitario purtroppo al momento non se ne fa nulla, perchè se la matematica non è un’opinione i numeri in Parlamento non esistono. Poi per carità, rivendicarlo si può fare comunque… Io magari aspetterei che le unioni civili vengano approvate, ma vai a farglielo capire…

  • Shkval 29 Febbraio 2016 at 16:04

    “Troppo emozionali” [cit.]

  • Signorino tumistufi 29 Febbraio 2016 at 15:57

    Ma lo sanno che tanti paesi civili europei e non, non hanno ancora il matrimonio ma le unioni civili ? Tempo al tempo.questa protesta mi sa più di isterismo che di sostanza . Ora i numeri per la step non ci sono. Tutto il resto sono chiacchiere di prime donne