Unioni Civili, fronda interna al PD – Berlusconi si rimangia tutto e dice di NO

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14 giorni ancora e il DDL Cirinnà sbarcherà in Senato, dove troverà probabilmente il CAOS più assoluto.
Trenta senatori PD hanno infatti MINACCIATO di votare contro se la stepchild adoption non verrà cancellata dal DDL, cavalcando così la diffamante menzogna dell’adozione generica e dell’utero in affitto sbandierata dai cattofascisti della prima ora. Matteo Renzi, dal canto suo, ha dato LIBERTA’ DI COSCIENZA, come se non stessimo parlando di una legge NECESSARIA che tutto il mondo occidentale e democratico da anni possiede.
Dall’altra parte della barricata, ovvero in quella Forza Italia berlusconiana che aveva più volte URLATO ad una SVOLTA sulle unioni civili, è invece arrivato l’inevitabile voltafaccia. Per non perdere posizione nei confronti dell’omofoba Lega di Salvini Berlusconi, sempre lui, ha cambiato passo e deciso per il NO alla Cirinnà, sbugiardando se stesso, la compagna, Vladimir Luxuria, la Prestigiacomo, la Carfagna e tutte quei poveracci che per un anno c’avevano delineato i lineamenti di un partito finalmente maturo sul piano dei diritti. Ma dove, come e quando.
Per il resto SEL e 5 Stelle hanno confermato il loro SI’ al DDL, ma solo e soltanto con stepchild adoption al suo interno. Com’è giusto che sia, perché ulteriori tagli e mediazioni NON potranno essere tollerati. Chi ne esce ancora una volta lacerato è il Partito Democratico, rovinato da quell’ala cattolica del cazzo che da anni ne limita l’efficienza e l’effettiva utilità, mentre l’incubo del VOTO SEGRETO si erge minaccioso sulla povera Cirinnà, che se affondata, una volta in aula, farebbe scivolare il Paese tutto nel ridicolo.
Per la gioia del Vaticano.

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