Freeheld non sfonda neanche in Italia: che il ‘cinema lesbo’ abbia ancor meno mercato di quello gay?

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Solo 526,524 dollari incassati in sei settimane di programmazione americana (anche se non è mai andando oltre le 148 copie), e un amaro debutto anche in Italia.
Freeheld – Amore, Giustizia, Uguaglianza, film di Peter Sollett con Julianne Moore ed Ellen Page protagoniste innamorate, ha incassato appena 215.000 euro al debutto tricolore.
162 le sale a disposizione, per una media tutt’altro che strabordante: 1.327 euro a copia.
Particolarmente piatta dal punto di vista registico, la pellicola basata sull’omonimo cortometraggio documentario vincitore dell’Oscar® e adattata dallo sceneggiatore di Philadelphia (qui la mia recensione), non ha quindi sfondato neanche sul suolo italico, anche perché ‘spremuta’ da una concorrenza monster (il meraviglioso 45 anni su tutti tra i film d’autore). Tutto questo poche settimane dopo la delusione Io e Lei, incapace di arrivare persino ai 2 milioni di euro (anche se strombazzatissimo dal punto di vista mediatico e con due ‘star’ di livello), come avvenuto nel 2012 a quella meraviglia de La vita di Adele, Palma d’Oro a Cannes. Entrambi fermatisi poco sopra il milione e mezzo. Ed è qui che la domanda sorge spontanea: possibile che in Italia il ‘cinema lesbo’ abbia ancor meno mercato del ‘cinema gay’ (già di suo assai limitato negli incassi)? O è proprio tutto il cinema di tipo glbtq, vuoi o non vuoi, a non attirare pubblico (‘appartenenti alla categoria‘ compresi).
La speranza, a questo punto, è che rivincità possa essere il prossimo 5 gennaio con lo stupendo Carol di Todd Haynes, titolo marchiato da un’immensa Cate Blanchett e da una sorprendente Rooney Mara. Segnate in agenda.

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