#XF9, Skin e l’omofobia su Vanity Fair: che l’Italia cambi, se ci estingueremo non sarà per colpa dei gay

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«I tempi sono maturi perché anche l’Italia salga sulla barca su cui sta salendo tutto il mondo. Capisco che avere qui la Chiesa renda le cose più complicate, ma questo cambiamento deve avvenire. Non capisco che cosa ci sia di pericoloso: ci sono ancora abbastanza eterosessuali al mondo perché la razza umana non si estingua. E se ci estingueremo sarà per quello che stiamo facendo all’ambiente, non certo per colpa dei gay. Anni fa – non tantissimi per la verità – neri e bianchi non potevano sposarsi: se ci pensiamo adesso, non sembra una cosa stupida? Succederà lo stesso ripensando alle battaglie per i diritti omosessuali. L’Italia dovrà cambiare se vuole continuare a essere vista come un Paese progredito. E anche la Chiesa deve evolversi, i ragazzini sentono le opinioni sui gay, sulle donne e pensano: è allucinante. E si allontanano dalla fede. Ma non credo spetti a una rock star inglese spiegare agli italiani cosa dovrebbe fare l’Italia, lo sapete già voi come si fa a cambiare». «Mia madre è religiosissima ed è molto attiva nella sua parrocchia, ma è una donna intelligente. Per una parte della mia famiglia anche solo fare la cantante è una cosa di cui vergognarsi: io ho studiato architettura d’interni per fare contenti i miei, mi sono laureata per renderli orgogliosi. Ma a un certo punto bisogna cominciare a stare in piedi da soli e fare fronte alle critiche e alle cattiverie. Io ho fatto così: al mio matrimonio ho invitato solo le persone della famiglia che erano felici che mi sposassi. Gli altri, gli omofobi, sono rimasti a casa». «Ho sei nipoti e due pronipoti e sto benissimo con loro: pare che io ci sappia proprio fare coi bambini. La mia ex moglie ha un figlio di dodici anni: nei primi due anni del nostro matrimonio ci siamo divertiti un sacco insieme, era suo figlio, ma lei era mia moglie, eravamo una famiglia. Adesso lo vedo ancora, ovviamente. Quanto ad adottare, per me non sarebbe facile, ormai sono troppo grande. Ma va bene così».

48 anni, gay dichiarata praticamente da sempre e un’ex moglie, Christiana Wyly, sposata presso il Castello di Campo (comune di Fiavé) in Trentino poco più di 3 anni fa.
Dopo Mika e la sua battaglia contro gli omofobi ecco arrivare anche Skin.
Perché solo i cantanti esteri, tranne rarissime eccezioni (vedi Ferro), hanno le palle di dar voce ai pensieri di quei tanti italiani che dell’omofobia, delle scomuniche ecclesiastiche e della lentezza politica nel fare le leggi si son abbondantemente rotti i coglioni.

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