Federica Pellegrini contro l’omofobia: possibile che l’omosessualità sia ancora vista come un problema?

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Basta col sessismo, il maschilismo, l’omofobia. E’ veramente deprimente doverci ancora misurare su questi temi, doverlo fare nella vita, nella società e anche nello sport. Che è un mondo dove conta il merito e il talento, non di chi ti innamori. Dispiace che ancora oggi si debba parlare di cose che appartengono al passato, anzi fa male. Un atleta si giudica dalle prestazioni sul campo, dalla competitività. Non da chi ama. Io sono convinta che l’amore è quello che è: un uomo e una donna, due uomini, due donne. Non vedo perché definirlo. E’ amore e basta. Tutti gli sport di squadra al femminile subiscono un po’ il pregiudizio sessista, tranne il volley forse. Anche perché a pallavolo le bambine ci giocano fin dalla scuola, la società la percepisce come una disciplina adatta alle femmine. Ma non ha senso parlare di attività di genere. Non ha senso mettere a confronto lo sport degli uomini con quello delle donne. Semmai bisogna ragionare sul fatto che il calcio maschile in Italia è sport nazionale e che le donne sono considerate un po’ delle intruse. Relegate in una nicchia. A me e alle mie colleghe magari ci snobbavano all’inizio della carriera, ma certo non ci davano delle lesbiche. E poi dico, se anche fosse. Possibile che l’omosessualità sia ancora un problema?‘.

Via Repubblica, per commentare le folli parole del Presidente della Lega nazionale dilettanti sul calcio femminile Bolelli (sfiduciato dal consiglio direttivo con voto unanime), Federica Pellegrini ha così risposto all’epocale quesito della pubblicità Pavesi. Cosa fa la campionissima del nuoto azzurro quando non si allena? Dice cose intelligenti. Almeno oggi.

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