Grindr festeggia 6 anni di vita: cosa è cambiato dal 2009 ad oggi

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Quando è nato Grindr, era il 25 marzo del 2009, avevo ancora un cellulare così merdoso che quando nominavo la parola APP se metteva a ride da solo.
Quando ho scoperto Dio iPhone, era fine 2010, m’ero fidanzato e innamorato.
Quindi fino a metà 2014, in poche parole, Grindr per il sottoscritto è stata una sorta di CHIMERA, di leggenda metropolitana.
Poi l’ho scaricato, l’ho scoperto, e ho capito il perché del suo strabordante successo.
Sei anni di vita oggi, 1.6 milioni di utenti attivi al giorno, oltre 7 milioni di chattate al dì e più di 5 milioni di immagini inviate ogni 24 ore. E non è tutto. La media oraria giornaliera dell’utente medio è di 90 MINUTI con 8 accessi quotidiani.
A gioirne, eufemismo, il nostro telefono, visto e considerato che come succhia Grindr, ovviamente si parla di batteria, neanche Brent Everett sotto GHB.
D’altronde se sei single, frocio e hai un cellulare adatto al suo utilizzo, GRINDR è tuo.
E’ inutile giracce attorno.
Anche solo per vedere quanti e quali omosessuali ha vicino (ciao papà), anche solo per chiedere e mandare foto porno alla chiunque, anche solo per bloccare, farlo odorare a destra e a manca per poi legarlo al palo e sbandierare i 3 quesiti cardine del 99% delle conversazioni da chat:
1) che cerchi
2) sei a o p
3) foto cazzo?
Il resto è un più, un riempitivo, un apostrofo rosa tra le parole ‘scopiamo’ e ‘addio’.
Carne da macello ai tempi delle applicazioni mobili, nate per soddisfare ormoni e in alcuni casi perché no, far nascere lunghe amicizie e meravigliose storie d’amore. Certo, pare vero.
Tutto sta nell’esserne consapevoli e nel dare fuoco a quell’insostenibile scopa nel culo che tu, omosessuale scandalizzato da Grindr&Co, in realtà ostenti e ‘indossi’ con taciuto e sadomasochista piacere sessuale.

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