Leelah Alcorn, la madre della 17enne suicida parla alla CNN: lo amavo era un bravo ragazzo

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‘Lo amavo, era un bravo ragazzo, un bravo ragazzo’.
Intervistata dalla CNN dopo la morte choc della figlia transgender di 17 anni, Leelah Alcorn, Carla Alcorn non ha voluto sentire ragioni, continuando ad utilizzare pronomi maschili nei confronti di quella figlia intrappolata nel corpo di un maschetto.
La donna ha confermato di non aver supportato Leelah nel suo voler cambiare sesso perché devota cristiana insieme al padre.
Non lo abbiamo sostenuto, ma gli abbiamo detto che lo amavamo incondizionatamente. Lo abbiamo amato, non importa in quale modo. Ho amato mio figlio. La gente ha bisogno di sapere che lo amavo. Era un bravo ragazzo, un bravo ragazzo’.
La donna ha poi rivelato che la figlia solo una volta era andata da lei per affrontare l’argomento transgender, tanto da non averle mai detto di volersi chiamare Leelah.
Sapeva che fosse depressa e l’aveva mandata da una psichiatra, tanto dall’essere apparentemente migliorata, per poi confermare il suo rifiuto ai social network perché una volta la vide navigare tra imprecisati ‘materiali inappropriati’.
Quando la giornalista della CNN ha chiesto se lei e suo marito avrebbero supportato un intervento chirurgico per Leelah, la donna ha detto che ‘non avremmo avuto i soldi per una cosa del genere’.
Per poi concludere con altri dolci ricordi al maschile: ‘era un musicista incredibile e un artista. Era un ragazzo fantastico’.
Niente, non ce la può fare.
Anche da morta suicida, la povera Leelah, rimarrà solo e soltanto JOSH per la sua famiglia.

 

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