Libero e il giornalismo velatamente omofobo – se Conchita Wurst diventa UN TRANS

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C’è poco da fare.
Passano gli anni eppure un certo tipo di giornalismo (ordine e etica deontologica teoricamente da rispettare sempre e comunque) riesce continuamente a sbalordirmi.
Basterebbe leggere quanto scritto quest’oggi su LIBERO da Fausto Cariotti, secondo cui l’8 ottobre prossimo IL TRANS barbuto Conchita Wurst si esibirà all’EuroParlamento. Per parlare di diritti.
Ora, tralasciando il ‘modo’ con cui Cariotti ha pennellato il delicato argomento, ciò che sbalordisce è l’ostentata ignoranza nel trattare la materia.
Perché Conchita Wurst NON è transessuale, bensì una Drag Queen.
E se fosse trans bisognerebbe comunque rivolgersi lei con l’articolo FEMMINILE, e non al maschile come l’80% dei giornalisti italioti al giorno d’oggi ancora si ostina a fare.
Insomma un filotto di menefreghismo e pressapochismo che in ambito giornalistico dovrebbe semplicemente essere VIETATO.
Se non fosse che continui a vivacchiare sui vari quotidiani nazionali, pezzo dopo pezzo, boiata dopo boiata, come prima e più di prima.

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