Ricky Martin e l’omogenitorialità: così ho risposto alle domande dei miei figli

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Papà, io ero nella tua pancia?“.
Si sa come sono i bambini piccoli, curiosi e sempre pronti a farti quelle ‘spiazzanti’ domande che lì per lì ti gelano.
Anche Matteo e Valentino, figli di Ricky Martin avuti da madre sorrogata nel 2008, non si sono ovviamente sottratti all’ovvio. Ma lui, la popstar che tempo fa ha fatto coming out, come ha risposto loro?
Tu eri nel mio cuore e ancora sei nel mio cuore”. “C’era una donna, che adoro con tutto il mio cuore, che mi ha aiutato a farti venire al mondo. È stata lei a prestarmi la sua pancia per permetterti di nascere e appena sei venuto alla luce ti ha messo tra le mie braccia”. “Dopo aver ascoltato la spiegazione, ha detto: ‘Ah, ok’ e si è rimesso a giocare“.
Una spiegazione semplice e naturale che va con forza ad abbattere tutti quei falsi problemi che i catto-fascisti sventolano dinanzi ai padri e alle madri omosessuali, neanche fossero alieni incapaci di accudire ed amare un altro essere umano. Perché basterebbe parlarci, con i figli, per risolvere qualsiasi ‘dubbio’. Inondandoli di affetto ed attenzioni. Che tu sia gay o etero. Il resto è pura ignoranza. Di chi non sa e non vuole sapere, continuando a nuotare nel proprio brodo primordiale.

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