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Unioni civili gay – ecco il testo PD – Giovanardi attacca: faremo cadere il Governo

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Come facciamo a non essere contrari a un testo che gioca con le parole ma introduce il matrimonio gay? Perché il testo unico della Cirinnà, veniamo al sodo, lo introduce eccome!”. “Questo governo non ha mai avuto nel suo programma una roba del genere, l’equilibrio delle larghe intese si è creato proprio perché nessuno ha vinto le elezioni e quindi è qui per fare la riforma elettorale, del Senato e del Titolo V. Ma non sono qui per fare la rivoluzione antropologica”. “Se trova una maggioranza alternativa che gli sostiene il governo vada avanti. Non può certo pensare che lo sosteniamo noi, nel momento in cui fa delle cose che sconvolgono la costituzione. Secondo il mio punto di vista, il governo non è che non può cadere per queste cose, ma deve cadere se Renzi si mette a dire che il governo deve fare il matrimonio gay, non avendo vinto le elezioni, oppure che dobbiamo introdurre il reato di omofobia, per mandar dentro quelli che non la pensano come Scalfarotto. Non lo farà con noi”.

Parole e pensieri dell’immancabile Carlo Giovanardi, senatore NCD che è tornato a vomitare bestialità dopo aver letto la bozza presentata in commissione giustizia dalla relatrice Monica Cirinnà del Partito democratico. 17 articoli che NON parlano di matrimonio gay ma di fatto EQUIPARANO le unioni civili omosessuali (perchè di questo stiamo parlando) a quelle eterosessuali. Diritti e doveri identici. Unione in Comune, dinanzi ad una fascia tricolore e con due testimoni. Cognome del coniuge da prendere, se lo si vorrà, ed ereditarne i beni in assenza di un testamento. Ma anche i diritti di assistenza, alla delega per le decisioni mediche in caso di malattie debilitanti, disposizioni per il funerale e per la donazione degli organi. Non potrà contrarre un’unione civile, a pena la nullità dell’atto, chi è vincolato da un matrimonio o da un’altra unione civile, mentre alla parte dell’unione che non sia in grado di provvedere alle proprie necessità sarà corrisposto un assegno di mantenimento determinato in base alle capacità dell’obbligato, al numero di anni della convivenza ed alle capacità lavorative di entrambe le parti. Tale obbligo cessa qualora l’avente diritto contragga una nuova unione o matrimonio. In poche parole ci sarà anche, com’è giusto che sia, il MANTENIMENTO.
NIENTE adozioni se non quelle relative a figli già esistenti.
Un testo ‘epocale’, potremmo definirlo, per l’Italia che fino ad oggi MAI ci ha realmente considerato. Se non è TUTTO quel che chiedevamo poco ci manca.
Da settembre sarò ufficialmente battaglia, perché bisognerà andare a caccia di senatori per riuscire a farlo passare, e viste le premesse targate Giovanardi sarà arduo. Ma non impossibile. E se davvero Matteo Renzi dovesse riuscire nell’impresa, tanto di cappello e lunghi applausi.

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