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Alan Turing finalmente assolto dalla Regina Elisabetta dopo 60 anni di indecente attesa

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60 anni di indegna attesa, dopo una vita ‘marchiata’ dall’infamia dell’omosessualità.
All’epoca reato.
La Regina Elisabetta ha finalmente concesso ad Alan Turing l’assoluzione reale dall’aver ‘commesso’ attività omosessuali, fino agli anni 60 punibili in Gran Bretagna.
Genio della matematica che attraverso la decodifica del codice Enigma contribuì alla vittoria degli alleati contro Hitler, Turing venne umiliato e portato alla morte solo e soltanto perché gay. Trascinato in tribunale non ebbe problemi a confessare la propria omosessualità, trovandosi così dinanzi ad un bicio: la galera o la castrazione chimica. Dopo una breve prigionia scelse la seconda strada. Una tortura psicologica abnorme, che lo portò nel 1954 al suicidio. Morì dopo aver mangiato una mela intrisa di cianuro. Da allora Alan Turing è diventato uno dei volti del movimento glbtq britannico, che oggi festeggia con enorme ridardo un riconoscimento troppo a lungo atteso.
Senza Turing probabilmente Hitler non sarebbe mai stato sconfitto. In un mondo normale sarebbe diventato un EROE, ma non in questo Pianeta malato, che all’epoca si dimenticò in fretta e furia del suo genio per etichettarlo come deviato, malato, anormale, criminale.
La condanna per “condotta indecente” arrivò nel 1952.
61 anni dopo, ovvero un anno dopo le mancate celebrazioni del centenario della sua nascita, la tanto agognata ‘assoluzione reale’. Chiesta a gran voce dal ministro della giustizia Chris Graylin e ‘concessa’ dalla Regina.
In attesa che lo straordinario Benedict Cumberbatch lo interpreti sul grande schermo, per un biopic che già da ora profuma di Oscar.

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