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Sochi 2014 – Obama manda la lesbica Billie Jean King in rappresentanza degli Stati Uniti d’America

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Hollande ha già fatto sapere che non ci sarà.
Obama non ci ha forse mai neanche lontanamente pensato.
La Merkel potrebbe seriamente abdicare, così come Cameron.
Mentre Enrico Letta, ad oggi, è uno dei pochissimi capi di Stato d’Europa ad aver già annunciato la propria presenza.
Inspiegabilmente.
Perché se il resto del mondo ‘boicotta’ almeno dal punto di vista della presenza politica le Olimpiadi russe dell’OMOFOBO Putin, l’Italia ci sarà. Con il suo Premier e chissà quale larga e ricca delegazione a seguito.
L’America, ad esempio, ha ufficialmente dichiarato che a rappresentarla andrà Billie Jean King, icona del movimento glbtq, lesbica dichiarata nonché ex leggendaria tennista, avendo vinto 12 titoli singolari, 16 titoli di doppio e 11 titoli di doppio misto del Grande Slam. Sarà lei a presenziare alla cerimonia di apertura, mentre per quella di chiusura Obama ha voluto un’altra lesbica, ovvero Caitlin Cahow, giocatrice di hockey su ghiaccio nonché olimpionica.
Due scelte chiare e nette, volute per prendere a schiaffi la Russia omofoba di Putin che il mondo guarda con orrore.
D’altronde Billie Jean King è storia, ha fatto la storia dei diritti dei gay d’America.
Nel 1981 fece coming out. Nessuna tennista professionista l’aveva mai fatto prima. Martina Navratilova seguì il suo esempio solo alcuni mesi dopo.
Fu uno choc. La King perse contratti milionari, andò in rosso con il conto in banca, dovette iniziare a giocare solo per pagarsi bollette ed avvocati.
Tutto questo 32 anni fa, fino alla splendida notizia di oggi. Che la vedrà sfilare con orgoglio a Sochi 2014, nelle Olimpiadi dell’Omofobia, con la bandiera degli Stati Uniti d’America tra le mani.
Mentre noi italiani, purtroppo, spediremo un Capo di Governo.

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