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Ignazio La Russa come la Binetti da Klaus Davi: un figlio di due gay cresce gay

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Per un bambino crescere con due papà o due mamme è un’induzione ingiustificata a crescere gay. Può farlo, certo, ma deve essere una sua scelta. Secondo me il diritto naturale, oltre che la nostra Costituzione, ci porta a una coppia formata da un uomo e una donna”. “Quello che va tutelato è il diritto di un bambino a poter scegliere dopo, in autonomia, e se non può scegliere, come non possiamo scegliere noi che siamo nati con un padre e una madre, tutte le altre opzioni non possono essere imposte a un bimbo”. “In linea di massima posso immaginare una coppia gay che alleva benissimo un figlio o una figlia. Può capitare, non lo escludo, ma immaginare che possa essere un modello è sbagliato. È anche una menomazione, una limitazione del diritto dei bambini di poter godere dell’affetto di persone di sesso diverso, cosa che dà equilibrio.” “In definitiva noi diciamo no all’adozione da parte di coppie gay. Con una coppia gay come genitori cresce comunque un innocente, incolpevole bambino che magari vorrebbe avere un papà e una mamma, non due mamme”.
Se dall’altra parte del mondo spicca un Barack Obama che senza paura ed indugi urla all’America TUTTA uguali diritti per sorelle e fratelly gay, qui in Italia, tra una Binetti, un Klaus Davi e un Ignazio La Russa, si continua ad aprire bocca per sparare atrocità insensate. Perché chi la caga più grossa vince un premio. Quello di stronzo dell’anno.
Detto ciò, se l’equazione ‘genitori gay=figli gay’ può follemente ritenersi valida, ma a noi TUTTI, omosessuali nati e cresciuti da genitori eterosessuali, chi cazzo ci avrebbe plagiato, Cristina d’Avena????

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