Luca Ward caga fuori dal vasetto: fatemi doppiare tutto ma non i gay

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Come attore è un mediocre (parere personale), ma come doppiatore è un numero UNO.
Luca Ward è la voce storica di Russell Crowe, di Viggo Mortensen, dell’ultimo Robert Downey Jr. in Sherlock Holmes 2 e di tanti altri pezzi da novanta del cinema americano.
Il suo Samuel L. Jackson di Pulp fiction, dal punto di vista del doppiaggio, rasenta l’orgasmo.
Da anni passato alla recitazione, Ward si è concesso una lunga intervista su Panorama, in cui sviscera curiosità sulla sua storica professione, quella di doppiatore, e quella da poco esplosa, come attore. Arrivato a tre domande dalla fine dell’intervista, il buon Ward ha però cagato fuori dal vasetto. Perché dinanzi al banalissimo quesito “qual è stato il doppiaggio più difficile che hai dovuto affrontare“, Luca ha così risposto:
A parte il Papa, ho qualche difficoltà con il doppiaggio di personaggi gay. Mi è capitato di dare la voce, molti anni fa, a Robert Downey Jr. nel ruolo di un omosessuale. Beh, c’era una scena in cui baciava un uomo e ho lasciato l’incombenza al mio collega Sandro Acerbo. Il fatto è che sono troppo etero, non ce la faccio proprio“.
E qui, di cuore, ci sta tutto un ricco “a Luca, ma vattela a pijà ‘n der culo“. Troppo etero per doppiare un gay? E troppo etero per girare un film come MATER NATURA, a tematica esplicitamente glbtq, con tanto di Vladimir Luxuria tra le protagoniste, no?!? Ma roba da matti.

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