Dalla Pelle che Abito ad Out Magazine: ecco Jan Cornet

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Il film meno riuscito di Pedro Almodovar. D’altronde a tutti è permesso di inciampare, soprattutto dopo aver partorito capolavori su capolavori, anno dopo anno, tanto dall’aver dato vita ad un autentico marchio di fabbrica in cabina di regia. Perché un film di Pedro Almodovar si riconosce subito, con un paio di scene a disposizione, e senza saper nulla su trama e attori. Il buon Pedro ha segnato il cinema di quest’ultimo ventennio. E non solo il cinema spagnolo, impreziosito come forse mai successo in passato, ma quello internazionale. Fino all’arrivo di La pelle che Abito.

Snobbato a Cannes e uscito la scorsa settimana anche in Italia, l’ultimo film di Pedro delude, annoia, lascia perplessi. Perché se è vero che i temi principali del suo cinema si ritrovano anche all’interno di un thriller simile, chirurgico nel suo lento andare, è l’opera nel suo complesso a non funzionare. Perché pesante, forzata e decisamente troppo poco folle, surreale, grottesca e ‘comica’ per far degnamente parte della lunga filmografia del regista.

Ma se La pelle che Abito ha già diviso i fan, tra chi lo boccia e chi comunque lo difende, grazie anche ad un’impronta registica sempre più dannatamente di qualità (ci sono un paio di scene straordinarie), il film finisce oggi su Spetteguless grazie al suo protagonista maschile, ovvero Jan Cornet. Perché il buon Jan, chiamato a vestire gli ‘abiti’ di Vicente nel film, è finito sull’ultimo numero di Out Magazine, che ce l’ha semi-spogliato e immortalato, in bianco e nero e in tutta la sua bellezza, grazie all’occhio fotografico di Xevi Muntané. Perché Pedro potrà anche sbagliare un film, una volta ogni morte di Papa, ma un attore GNOCCO no. Quello mai. E se vede.

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