I Puffi: Recensione in Anteprima

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I Puffi 3D
Recensione in Anteprima
Uscita in Sala: 19 settembre
Pubblicata da me QUI, su CINEBLOG.it

Massacrato dalla stampa statunitense, eppure riuscito nell’impresa di sbancare i botteghini di mezzo mondo. Sembrava tirare brutta aria in casa Sony quando I Puffi 3D è uscito nei cinema d’America, con un cocente flop alle porte e una brusca e possibile ridimensionata da dare all’idea di un vero e proprio franchise legato agli omini blu creati da Peyo. Se non fosse che nelle 72 ore d’esordio la pellicola abbia fatto furore, per poi continuare a battere l’impensabile strada del successo, arrivando a sfiorare i 500 milioni di dollari d’incasso worldwide. Ufficializzato il sequel, che uscirà ad agosto del 2013, I Puffi arriva ora finalmente anche nei cinema d’Italia, dopo aver cresciuto per decenni intere generazioni sul piccolo schermo.

Nel farlo, il film di Raja Gosnell sorprende in positivo. Perché se le aspettative della vigilia erano fastidiosamente basse, a causa di trailer a tratti imbarazzanti e recensioni da oltreoceano a dir poco terrificanti, la pellicola della Sony finisce invece per divertire, soprattutto i più piccini, ed ammaliare, grazie ad una CG incredibilmente lavorata. Dinanzi ad un budget elevato, pari a 110 milioni di dollari, ci ritroviamo infatti davanti ad una produzione che ha realmente lavorato sugli effetti speciali, partorendo dei Puffi clamorosamente credibili, ’soffici’, per non dire quasi di ‘plastilina’, e a tratti estremamente divertenti.

Nettamente superiore a Scooby-Doo, diretto dallo stesso Raja Gosnell, al pessimo Orso Yoghi ma anche ai due Alvin Superstar visti fino ad oggi in sala. I Puffi 3D riscrive finalmente in ‘positivo’ il genere di titoli in ‘live action’ per bimbi che negli ultimi anni ha visto sbarcare in sala vari personaggi dei cartoni animati. Con gli omini di Peyo il salto è stato estremamente rischioso, perché per decenni le tv di mezzo mondo hanno trasmesso i cartoon dei Puffi, senza dimenticare fumetti, libri e ovviamente giocattoli. La trovata della Sony/Columbia nel provare l’idea ‘Puffi’ è stata anche quella di metter mano ad un merchandising teoricamente infinito, fatto di migliaia di prodotti per i più piccoli, che porterà fior fior di milioni nelle casse della produzione. Se non fosse che anche la pellicola, che con intelligenza sforna product placement come se piovessero, stia stupendo e non poco, incassando tanto e ovunque. E con assoluto merito.

Introdotti nel loro mondo medievale, fatto di case a forma di fungo e di concorsi canterini in cui si canta sempre lo stesso storico e martellante motivetto, ci ritroviamo di punto in bianco con i Puffi nella New York di oggi, con il temibile Gargamella sulle loro tracce e una città a loro sconosciuta da ‘conquistare’. Provando ovviamente a tornare a casa, senza ovviamente dimenticare un minimo di interazione con una coppia di umani dal cuore dolce e maledettamente grande…

Se il soggetto ideato dal regista e dagli sceneggiatori del film non sembra andare oltre l’apparente banalità, con annesso rischio di portare il tutto nell’inflazionatissima Grande Mela, c’è da dire che in fase di sceneggiatura il lavoro fatto è stato ‘intelligente’ e ben pensato, soprattutto per conquistare i più piccoli, sicuramente trascinati da una serie di gag e di trovate decisamente riuscite. Caratterialmente differenti ma proprio per questo esplicitamente delineati, i Puffi che finiscono nel cuore di New York alternano continuamente sketch su sketch, diventando ancora più credibili grazie all’ottimo lavoro fatto sugli effetti speciali, a dir poco stupefacenti. Perché la nitidezza che contraddistingue tutti gli omini blu sorprende, così come l’interazione con gli umani, per una volta decente, grazie anche alla plasticità di Neil Patrick Harris e Jayma Mays, ottimi protagonisti in carne ed ossa, per una volta tutt’altro che semplici ’spalle’ umane, vedi Alvin Superstar&Co.

Al loro fianco un macchiettistico Hank Azaria, nei panni di Gargamella, in perenne compagnia del gatto Birba, su cui in fase di post produzione è stato fatto un enorme lavoro, pur di donargli sorriso e altre espressioni tipicamente umane. Tralasciando il 3D, assai raro e aggiunto solo in fase di riconversione, e alcune fasi di ripetitiva stanca, il film centra in pieno il proprio target di riferimento, fatto di bimbi dalla risata facile, senza comunque dimenticare tutti quei grandicelli cresciuti con le sigle di Cristina d’Avena, accontentati da autentiche ’spiegazioni’ sulla natura degli omini blu e pronti a staccare il cervello per 85 minuti, facendosi trasportare per mano nel mondo colorato dei Puffi. Incredibilmente promossi, contro ogni più roseo pronostico.

Voto: 6+

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