Paris Je t’aime

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Pigalle, Parigi, il Mouline Rouge davanti ai miei occhi. Provo a forzare la sicurezza presentandomi come Christina Aguilera. La guardia inizialmente ce casca, con un “bella boccia Christì, te sta na favola”, per poi essere sgridata dal capo sicurezza, che una volta appurato che ‘sì, il mio naso non è posticcio e no, non sono la Aguilera in versione lella’, mi caccia via a pedate nel culo, facendomi finire in uno dei 1872 sexy shop che caratterizzano il quartiere. Qui, davanti a me, mi ritrovo la bambola gonfiabile della Sora Britney, con i suoi tre buchi tossici che con tono minaccioso tentano di ammaliarmi, e proprio in quel mentre, direttamente dall’Italia, ecco arrivare un sms scioccante. Uno tsunami ha devastato Roma? E’ caduto il Governo? Osvaldo Supino sarà Amy Winehouse al cinema? Marlon Teixeira si è tagliato l’uccello ed è diventato donna? No, molto più semplicemente i VMA 2011 celebreranno proprio lei, Britney Spears. E sbaraboom. Raccattato il peggio del peggio poraccio dal panorama pop attuale, vedi Cyrus+Gomez, esclusa la Perry e tralasciando la premiatrice Madonna che ormai s’è rincojonita, mrs. Britney è quindi riuscita ad ‘entrare’ nella mia vacanza parigina anche da porte decisamente secondarie. Perché se uno finisce a curiosare in un sexy shop francese pe fasse quattro risate, ritrovandose davanti la Sora Spears in versione vecchia porca, o è sfiga o è destino.

Conclusa l’avventura ‘Britney’, c’è da dire che Parigi mi ha fatto suo. Perché c’ero stato all’inizio degli anni 90, ma solo per 24 ore, in compagnia della mia famiglia. Vedemmo poco, e quel poco lo ricordo a stento. Ecco perché questi ultimi giorni sono stati a dir poco ‘sorprendenti’. Un po’ per la compagnia, unica nel suo genere, perché figlia dell’amore, e un po’ per la città, che ha finalmente risposto ad uno dei quesiti millenari che attanagliano il Globo intero. Meglio Londra o la Capitale dei Magna Rane?
Ho vissuto a Londra per quasi 3 settimane, lo scorso inverno, e a Parigi per 4 giorni, intensissimi (non ho mai camminato tanto in vita mia), nell’ultima settimana, e direi che non esiste storia. Perché Parigi ANNIENTA Londra. In tutto e per tutto. Come ‘magia’, integrazione sociale, atmosfera, decadenza, ‘storia’, bellezze archiettoniche (quei tetti, quei fottuti tetti), paesaggio, ricchezze sbandierate (della serie, Buckingham Palace?!? Ahahahah) Parigi è TUTTO e ha TUTTO, escluso il caffè, che fa cagare praticamente ovunque. Grande, grandissima, probabilmente anche troppo, Parigi mi ha conquistato, come forse non mi sarei mai aspettato. Perché gronda cultura, qualità della vita, emanando ‘Liberté, Égalité, Fraternité’ ad ogni metro di marciapiede, senza che nessuno, e dico nessuno, osi guardarti di traveso se abbracci il tuo compagno, gli tieni la mano o più semplicemente lo baci in pubblico. 

Perché è l’esempio lampante di come ESISTA una DESTRA aperta ai diritti che non tuoni contro gli omosessuali e gli ‘stranieri’ un giorno sì e l’altro pure, e perché esistono popoli in questo caro vecchio continente che armati di forconi sono andati a riprendersi la libertà, e l’uguaglianza, tagliando teste a re e a regine spendaccione. Se la Torre Eiffel toglie il fiato, tanto di giorno quanto di notte, c’è un’intera immensa città che ti strizza l’occhiolino, provando a rimorchiarti. Da Montmartre a Marais, passando per St-Germain-des-Prés, Notre Dame e tanto altro, Parigi è Parigi, tanto da meritarsi anche un viaggio in treno ‘da ricordare’. 8 ore, da spararsi possibilmente di notte, in cuccetta. Poco più di 60 euro il prezzo, addirittura poco più di 30, se prenotate con due mesi di anticipo, per poi ritrovarsi all’una, in pieno sonno, con un perfetto sconosciuto che ti entra in stanza, con la tua carta d’identità in mano, ti accende la luce, ti controlla le valigie e ti interroga, senza presentarsi e dare nessuna spiegazione. Chi sei, cosa fai, da dove vieni, con chi sei, dove vai, e per fare cosa, cumpà fai entrare il cane. Chi era? La ‘delicata’ finanza italiana, a caccia di droga, poco prima della frontiera, e probabilmente spinta da qualche segnalazione, ovviamente andata a puttane. Dinanzi ad una mia semplice, ma a dir poco incazzata, richiesta di OVVIE ma mai arrivate spiegazioni hanno avuto anche il coraggio di sorprendersi ed infastidirsi: ‘Ragazzi dovreste ringraziarci, lo facciamo per la vostra sicurezza. Volete che entriamo con la banda la prossima volta’? No, più semplicemente con un minimo di educazione e rispetto. Perché sarai anche un finanziere, ma sempre un cazzo di cafone troglodita italiota rimani, imbecille. E da domani, Spetteguless, torna a (mezzo) regime.

 

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