Burlesque: Recensione in Anteprima

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Burlesque
Recensione in Anteprima
Uscita in Sala: 11 febbraio
Candidato e vincitore di un Golden Globe, quasi del tutto snobbato ai Razzies e completamente dimenticato dall’Academy, l’11 febbraio il tanto chiacchierato Burlesque approderà nei cinema italiani. Ad accompagnarlo in Italia, è ufficiale, NESSUNO. Niente Cher, niente Aguilera (neanche a Sanremo), niente regista. In Europa la promozione non è andata oltre ad una breve tappa londinese, mentre negli States il film non ha fatto faville al box office e ha raccolto una CATERVA di critiche.
Ingiustamente. Ebbene sì. Mi tocca dirlo.
Con tutti i suoi difetti, figli di uno script di una banalità atroce, con dialoghi da seconda elementare, una fastidiosissima fotografia patinata e una protagonista, Christina Aguilera, che obiettivamente NON sa recitare, semplicemente perché NON attrice, Burlesque si può quasi definire SORPRENDENTE.

Tutto, ed è quasi inutile sottolinearlo, ruota attorno alla Aguilera. L’intero film è un MARCHETTONE nei suoi confronti, perché chiaramente costruito per mettere in risalto la sua strabordante voce, tanto che sul palco Christina funziona, mentre quando è chiamata a vestire i panni dell’attrice la credibilità crolla, tra faccette spaesate, allibite e tendenti al depresso andante. La sua campagnola verginella, pudica, rimasta senza madre, padre o qualsiasi altro tipo di parente, a tratti è insopportabile, ma nel complesso funziona. E questo grazie all’impianto che Steve Antin le ha costruito  intorno. Coreografie accattivanti, un montaggio battente, scenografie affascinanti, occhi di bue in ogni dove, una colonna sonora da urlo, una voce che buca lo schermo, dialoghi a tratti taglienti ed un ritmo che tiene dignitosissimamente, per quasi due ore.

Attento a non sfociare mai nel ‘musical’ vero e proprio, ma nel film ‘musicale’, Burlesque è un trionfo di lustrini, piume di struzzo, paillette, tacchi alti, bustini ed eyeliner, con Stanely Tucci chiamato a ripetere passo passo il personaggio interpretato ne Il Diavolo Veste Prada, Cam Gigandet a mostrare al mondo quanto è BONO e quanta fatica ha fatto per uscire fuori con DUE CHIAPPE DI CULO così, ed una più che soddisfacente Cher, vergognosamente, e lo sottolineo, candidata ai Razzies come Peggiore Attrice dell’Anno. Inizialmente IMBALSAMATA, la leggendaria Cher con il passare dei minuti si scioglie, soppesando le palesi mancanze recitative della Aguilera. E’ lei che porta avanti la baracca, ben confezionata anche dal punto di vista tecnico, se non fosse per l’eterna luce DIVINA che incornicia il volto di Christina, inquadrata dal regista come una Madonna gnappa, provocante e piangente, ed è lei che con forza strappa POTENTI applausi nel cantare You Haven’t Seen The Last of Me, premiata ai Golden Globes come Canzone dell’Anno e neanche nominata agli Oscar. Una vergogna.
Tralasciando la storia, vista e rivista, i presunti colpi di scena, praticamente inesistenti, l’ostentazione voluta, che a tratti sfocia nel kitsch estremo, e l’esordio della Aguilera, bocciato dal punto di vista recitativo ma funzionale al tutto e innegabilmente superiore alle previsioni, Burlesque non solo funziona, ma stupisce e coinvolge. E se non è una sorpresa questa…
Voto: 6,5

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