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La banda dei Babbi Natale: Recensione in Anteprima

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La banda dei Babbi Natale
Recensione in Anteprima
Uscita in Sala: 17 dicembre

Due anni dopo il pessimo Il cosmo sul Comò, Aldo, Giovanni e Giacomo tornano in sala per Natale con un unico obiettivo: cancellare dalla memoria collettiva quella pellicola e rilanciarsi in grande stile. L’arduo compito è toccato a La banda dei Babbi Natale, film da cui possiamo trarre due risposte. La vena creativa del trio è forse irrimediabilmente finita. Ripetere un titolo come il precedente era pressochè impossibile.

Inizialmente terrificante, a causa di sketch scialbi, di un ritmo inesistente, di una regia televisiva, di un fastidioso tema musicale da sit-com italica, e da una recitazione tutt’altro che eccelsa, La banda dei Babbi Natale miracolosamente risorge negli ultimi 40 minuti, lasciando quindi l’amaro in bocca per un insieme che fa storcere il naso, tanto fatto di alti e di bassi. 13 anni dopo Tre uomini e una Gamba, Aldo Baglio, Giovanni Storti e Giacomo Poretti confermano così di essere cinematograficamente parlando cresciuti, maturati, ma in peggio.

È la notte della vigilia di Natale: cosa ci fanno Aldo Giovanni e Giacomo in questura? Amici da una vita, i tre sono finiti nei guai, facendosi beccare da una volante della polizia ‘attaccati’ ad un balcone. Che siano loro i brutti ceffi vestiti da Babbi Natale che da giorni terrorizzano Milano derubando appartamenti? Aldo, scommettitore incallito, è temporaneamente disoccupato; Giovanni, veterinario poco affidabile, si consuma in una vita sentimentale multipla, con una moglie a Milano e un’altra donna in Svizzera; Giacomo, di professione medico, vive da troppo tempo nel ricordo di una moglie scomparsa. Portati al cospetto dell’ispettrice di polizia, interpretata da Angela Finocchiaro, i tre cominciano a raccontare i motivi di quel maldestro gesto, andando a ritroso nel tempo, mentre le lancette corrono inesorabilmente, la neve scende fitta fitta, e la mezzanotte della vigilia si fa sempre più vicina

I mattatori della risata italiana sono tornati. Quelli che per anni hanno raccolto non solo i consensi del pubblico, ma anche quelli della critica, tornano ora al cinema con il loro 7° film. Sette pellicole in 13 anni, escludendo Anplagghed al Cinema, per un trio che dal 1997, anno d’uscita di Tre Uomini e una Gamba, ha sempre sbancato il botteghino nostrano. Fino all’arrivo di Un cosmo sul Comò. Troppo brutto per essere loro, fu quello che pensarono molti. Un vero e proprio cinepanettone ‘mascherato’, figlio probabilmente di un’inventiva ormai sbiadita, per non dire sparita? Per rispondere al pericoloso quesito Aldo, Giovanni e Giacomo sono tornati alle loro ‘favole’ ad intreccio, mai volgari ed apparentemente ‘alte’ nel voler raccontare legami e sentimenti che fanno parte delle vite di tutti noi.

Peccato che i tempi di Così è la Vita, Chiedimi se Sono Felice e Tu la conosci Claudia? appaiano davvero lontani. La banda dei Babbi Natale andrebbe vivisezionato e diviso in più parti. Se la prima è quasi imbarazzante, nella sua evoluzione e soprattutto nel suo procedere stancamente attraverso momenti pseudo comici che in realtà appaiono come pesanti e al tempo stesso appesantiti da uno script semplicemente noioso, la seconda, che coincide con il fatidico ‘momento verità’ di uno dei tre, torna a far respirare l’intera opera, surreale come tutti i film del trio. Tralasciando l’assurdità di una Questura trasformata in ‘bocciofilo’/’pastificio’, con tortellini da ‘tirare’ con il manganello dell’ispettrice, nel bel mezzo di un interrogatorio farsa in cui si va avanti e indietro della cella, e il tutto durante la vigilia di Natale, il film si articola attraverso tre ’storie’ parallele che ovviamente si incrociano attraverso i tre protagonisti, amici per la pelle.

Omaggiando tanto Le Iene quanto Il Grande Lebowski, con le bocce che arrivano in sostituzione del bowling, la pellicola offre pochi momenti davvero ‘divertenti’, tutti o quasi concentrati nella seconda parte, regalando tra le tante cose un esordio cinematografico a Mara Maionchi, giudice tv di X-Factor, trasformata nella solita suocera odiosa da drogare costantemente attraverso narcotici per mammiferi. Se Mina con la sua splendida voce regala ben quattro canzoni, deludono tutti, o quasi, i personaggi femminili. Silvana Fallisi e Lucia Ocone, anche a causa di due personaggi scritti malamente e costretti a dover recitare delle battute da denuncia, dispiace dirlo ma non valgono neanche mezza Marina Massironi o una Paola Cortellesi. Angela Finocchiaro, dal canto suo, porta avanti come può i panni di un’ispettrice di polizia decisamente poco credibile, anche se innegabilmente simpatica.

Il cosmo sul Comò, fortunatamente, è cancellato, con l’alternativa al cinepanettone targato DeLaurentiis tornata ad essere effettiva. Anche se i ‘veri’ Aldo, Giovanni e Giacomo, quelli degli esordi, quelli dei primi film, quelli di Così è la Vita, non si sono ancora rivisti. E chissà se li rivedremo mai…

Voto: 6

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