Essere gay a Londra significa…

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… NON sentirsi diversi. 
… baciare, abbracciare e prendere per mano il proprio ragazzo senza sentirsi osservati, derisi e giudicati.
… respirare.
… sentire aria di DIRITTI.
… potersi sposare e adottare.
… non sentirsi cittadini di Serie B.
… non avere paura.
… avere interi quartieri pronti ad accoglierti, dove riunirsi, parlare, conoscersi, confrontarsi, senza sentirsi in un ghetto. Quartieri ENORMI, non ‘gay street’.
… poter urlare DANCING QUEEN davanti Mamma Mia a teatro, per poi correre a vedere Priscilla, Il Mago di Oz, Il Re Leone, I Miserabili, Dirty Dancing, Thriller.
… fare parte di un mondo diverso, migliore, rispetto a quello da te conosciuto.
… andare a farsi i capelli e sentirsi dire dalla parrucchiera… “hai il ragazzo?”, con assoluta normalità.
… essere “NORMALI”.
… abbattere il concetto di ‘normalità’, perché tutti uguali.
… svegliarsi al mattino e non aver timore di guardarsi allo specchio per quello che si è.
… non dover ascoltare un giorno sì e l’altro pure imbarazzanti frasi omofobe di stampo politico o clericale.
… guardare Roma e l’Italia con fastidio, imbarazzo, per non dire vergogna.
… avere speranza. La speranza che un mondo così è assolutamente replicabile, anche nel tuo paese, nella tua città, apparentemente lontana anni luce.
… voler tornare a casa e fare di tutto perché ciò avvenga, perché folle sarebbe il contrario.
… decidere se essere felici o infelici, senza che siano gli altri a farlo per te.

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