Burke & Hare – Recensione in Anteprima

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Festival Internazionale del Film di Roma 2010
Burke & Hare
Recensione in Anteprima
Postato DA ME anche su CINEBOG

Applausi convinti. L’arrivo a Roma in anteprima mondiale di Burke & Hare ha finalmente svegliato la capitale, divertitasi dinanzi all’atteso ritorno in sala di John Landis. Assente dal grande schermo da un decennio, il celebre regista americano ha partorito un film gradevole, divertente, ironico ed ispirato ad una storia vera (tranne per le parti che non lo sono, come ci ricorda il riuscito incipit), conquistando la critica.

Nell’Edimburgo di inizio 800, culla della medicina europea, William Burke e William Hare uccisero 17 persone, per poi rivendere i cadaveri all’università di medicina, a caccia di corpi freschi da vivisezionare. Ad interpretare i due buffi assassini Simon Pegg ed Andy Serkis, con Tom Wilikinson ed un finalmente ritrovato Tim Curry a completare il quadro, macabro ma al tempo stesso esilarante.

Bentornato John. Anteprima stampa affollatissima per il ritorno di uno dei padri della commedia americana degli anni 80, ‘creatore’ di titoli come Blues Brothers, Animal House, Un Lupo Mannaro Americano a Londra e Una poltrona per Due, sparito dal cinema da oltre 10 anni e oggi a Roma per incontrare il pubblico. Landis, e questa è la prima notizia, è finalmente riuscito a cancellare l’ultimo ed opaco ricordo che avevamo di lui, con il terribile Blues Brothers 2, grazie a questo Burke & Hare, gradevolissimo titolo che ha finalmente strappato diversi applausi al Festival romano.

A tratti melbrooksiano, in alcuni esilaranti sketch, a Landis va dato il merito di aver ricostruito una Edimburgo di inizio 800 (siamo nel 1827) straordinariamente credibile, con scenografie ad hoc e splendidi costumi, attraverso una commedia dark che colpisce nel segno, tanto nella sceneggiatura quanto nel comparto prettamente tecnico, semplicemente impeccabile (anche nella splendida fotografia di John Mathieson). Omaggiando gli Earling Studios, e il loro celebre tocco ‘macabro con stile’, il film rimanda a cult come Sangue Blu e La Signora Omicidi, riuscendo a far ridere dinanzi ad una storia che nelle mani Tim Burton avrebbe grondato sangue dall’inizio alla fine.

La mano di Landis, splendido 70enne, si vede, con due assassini trasformati in due irresistibili sagome comiche, affiancati da un cast di comprimari di assoluto livello. Se Wilkinson e Curry sono due gradite ma annunciate conferme, da segnalare è il cameo di un moribondo Christopher Lee, con Isla Fisher nei panni di un ex prostituta tramutatasi in attrice (c’è differenza?, si chiede Serkis), Jessica Hynes in quelli della calcolatrice moglie di Hare, e Robbie Corbett in quelli di un demenziale Capitano della Milizia, a dir poco irresistibile grazie alle sue guardie scelte.

In conclusione si ride, senza mai esagerare ma con grazia, dinanzi ad un film ben scritto, interpretato e diretto, da un Maestro che è finalmente tornato ai suoi antichi e ormai quasi dimenticati standard, per quella che ci auguriamo possa essere una seconda ispirata giovinezza.
Voto: 7 

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