Maschi Contro Femmine: Recensione in Anteprima

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Maschi Contro Femmine
Recensione in Anteprima
Uscita in Sala: 28 ottobre

Da anni tra i ‘padri’ dei cinepanettoni targati De Laurentiis, Fausto Brizzi è riuscito a ritagliarsi un importante spazio all’interno del cinema di genere nazionale. Prima con Notte prima degli Esami, autentico ‘caso’ del 2006, poi con il deludente sequel ed infine con l’ottimo e sottovalutato Ex, film corale riuscito lo scorso anno ad incassare poco meno di 11 milioni di euro. Per nulla intimorito dal dover sempre e comunque dissipare la fitta nebbia trash costruita in anni e anni di “Natale a…”, Brizzi vede e rilancia la posta in gioco con una pellicola dal cast ancor più ricco e variegato, annunciando addirittura un capitolo due, che uscirà a San Valentino e che vedrà le parti invertite. Ora Maschi contro Femmine, tra 100 giorni Femmine contro Maschi.

Lasciando la volgarità becera e prevedibile ad altri script, il giovane regista romano in questo primo capitolo, molto ‘veronesiano’ nello spirito e nelle idee, convince a tratti, confermando sì le proprie qualità, ma senza riuscire ad esplicitarle del tutto, a causa di troppi intrecci, troppi personaggi e soprattutto troppe storie, di caratura decisamente diversa

Mogli e amanti, traditi e traditori, romanticoni e sciupafemmine, in un’Italia in cui le corna sono l’abc, e dove l’uomo diventa affascinante e interessante una volta arrivato ai quarant’anni, a dispetto della donna, da rottamare con una più giovane una volta superata la fatidica soglia d’età. Facendo leva sui tanti luoghi comuni che riguardano la vita di coppia e quella sessuale dell’italiano medio, Brizzi alterna storie e personaggi, dando vita ad una commedia sicuramente piacevole, scorrevole, frizzante ed allegra, ma non troppo.

Partendo da quattri tronconi principali, che vedono tra i tanti una Carla Signoris e un Fabio De Luigi in ottima forma ed una Paola Cortellesi purtroppo azzoppata da uno script che, nei suoi confronti, è tutto tranne che benevolo, il regista tira fuori dal proprio cappello un cast sulla carta sontuoso, a cui affidare dialoghi, battute e svolte narrative non sempre troppo riuscite. Autentico ‘bignami’ del product placement, praticamente onnipresente, il film, almeno in questo primo capitolo, porta in sala un mondo maschile decisamente maschilista, bastardo, traditore e capace di pensare solo e soltanto ad una cosa, il sesso. Peccato che poi a dominare la scena, in un contesto simile, siano proprio le donne a farsi vedere con maggiore forza, trainate da una splendida Carla Signoris e da una notevole Paola Cortellesi, rovinata da una sceneggiatura che alla sua storia fa prendere una piega decisamente surreale e poco credibile.

Tralasciando il menage a trois ‘bisessuale’ che vede protagonisti Nicolas Vaporidis, Sarah Felberbaum e Chiara Francini, che dovrebbe strizzare l’occhio ad un pubblico più giovane, tanto da risultare la meno interessante e riuscita tra le varie trame raccontate, con annesso forzato e finto Gay Pride, funziona sicuramente la storia che vede impegnato Fabio De Luigi, coach di pallavolo, padre e marito fedele, fino a quando una delle sue giocatrici (Giorgia Wurth) non lo porterà al tradimento, e quella più femminista nell’animo, con una cinquantenne cornuta, divorziata, incapace di sentirsi apprezzata e per questo pronta ad un ‘ticket ringiovanente’ dal chirurgo di turno.

Ai margini della pellicola Brizzi concede piccoli ‘camei’, più o meno interessanti, con un Claudio Bisio ormai onnipresente, un Emilio Solfrizzi che dispensa perle di saggezza misogine, una Luciana Littizzetto in versione ‘Irina Palm’ con camice, una Nancy Brilli che probabilmente ironizza sul proprio reale matrimonio (è sposata con un chirurgo plastico), un Francesco Pannofino ormai imprigionato nel ruolo del mitico Reneé Ferretti, un breve ma fantastico Massimiliano Bruno, nei panni di uno psicologo a dir poco ‘terra terra’ che strappa applausi e risate (bucio de culo docet), e soprattutto un bravissimo ed intenso Giuseppe Cederna, troppo spesso dimenticato dal cinema nostrano.

Meno divertente di quanto si potesse pensare, Maschi Contro Femmine funziona nell’idea di voler ridare fiato alla commedia italiana, da Brizzi resa sempre più corale e meno volgare, anche se qui a tratti alleggerita da scelte di sceneggiatura deboli ed evitabili, vedi la ’svolta’ in Antartide della coppia Cortellesi/Preziosi, con tanto di vapore acqueo dell’alito condensato dal freddo ricreato malamente al computer, e tiratissimo ‘perdono’ finale in casa Ocone/De Luigi.

In conclusione, tra cinepanettoni, vanzinate e mattoni italici pseudo autoriali, il film di Brizzi si fa sicuramente vedere, andando però sempre e solo sul sicuro, senza purtroppo mai osare troppo, lasciando così un po’ di amaro in bocca. Ma considerando i tempi che corrono, meglio di niente…

Voto: 6,5

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