La QUESTURA di Roma uccide definitivamente il Rialto Sant’Ambrogio

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Ieri, martedì 28 luglio, il commissariato Trevi Campo Marzio ha apposto i sigilli anche nella sala teatro e nel cortile interno del Rialto, gli unici spazi rimasti ancora liberi dal sequestro già eseguito con lo sproporzionato blitz del 20 marzo scorso.
Con questa ennesima azione di polizia si tenta di chiudere definitivamente il progetto culturale del Rialto che da oltre 10 anni opera nella città di Roma, e si scardinano definitivamente le giustificazioni della Giunta Alemanno che differenziava pretestuosamente le attività culturali da tutelare e promuovere dalle attività “commerciali” da reprimere.
Chiudere il teatro del rialto con sequestro preventivo operato dal Commissariato Trevi Campo Marzio vuol dire voler impedire il protrarsi dello svolgimento del ”reato” dell’attività teatrale. Non c’è niente di più degradante per una società libera vedere operare l’ordine pubblico per impedire rappresentazioni teatrali.
Il Comune di Roma anche questa volta si è dichiarato estraneo all’iniziativa della questura, e quindi appare evidente che così facendo si dichiara manifestamente incapace di alcuna mediazione, magari sottoposto a strane pressioni di enti tà esterne all’amministrazione, o altresì si nasconde da ogni responsabilità.
Il tutto accade all’indomani della mobilitazione in merito ai tagli definitivi al FUS, al crollo dei finanziamenti e alle deriva istituzionale e legislativa. Una contingenza che probabilmente metterà fine a molte strutture e darà un colpo di grazia a compagnie e produzioni soprattutto di ricerca. A questa lotta il Rialto partecipa attivamente, nonostante la sua distanza da qualunque finanziamento pubblico. Ritenendo importante affermare il peso civile della cultura all’interno di una democrazia reale si chiede a tutto di manifestare il proprio dissenso partecipando ad una iniziativa che si sta organizzando per i prossimi giorni.

Grazie Sindaco.

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