Giù al Nord: Recensione in Anteprima

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Giù al Nord
Recensione in Anteprima
Postata DA ME anche qui
Uscita in sala: 31 ottobre

Philippe è il direttore dell’ufficio postale di Salon-de-Provence. Sposato con una donna depressa per natura, Philippe cerca di truffare le poste per farsi trasferire in Costa Azzurra, ma viene scoperto e per questo punito: per due anni dovrà andare a lavorare nel temuto e minaccioso Nord della Francia, a Bergues! Visto come l’Inferno, il Nord si scoprirà un’autentica sorpresa per Philippe, tra nuovi amici, un amore rinato, tante risate e una nuovo assurdo dialetto da imparare… lo Ch’tis…

Autentico caso cinematografico dell’anno, capace d’incassare in Francia 140 milioni di euro, battendo addirittura il record del Titanic di Cameron, arriva in Italia Giù al Nord, deliziosa commedia a tinte sociologiche, acuta, divertentissima e costruita sui moderni pregiudizi culturali, con i dialetti e i ‘costumi’ di Francia come veri magnifici protagonisti.

Un vero e proprio boom. 21 milioni di francesi nei mesi scorsi hanno affollato i cinema per andare a vedere questo Giù al Nord, film a basso costo nata dal nulla ed esploso grazie al passaparola. Una pellicola che gioca con i pregiudizi dei francesi stessi, divisi tra nord e sud, tra tradizioni, dialetti e stili di vita, capaci per una volta di prendersi poco sul serio e di iniziare finalmente a ridere di se stessi.

Gli Abrams sono dei sudisti che sognano il caldo e il mare della Costa Azzurra. Il Nord viene visto da loro come l’Inferno, accerchiato da leggende metroplitane sui suoi usi e costumi, sul clima gelido e sull’assurda e incomprensibile ‘lingua’ che li contraddistingue. Quando Philippe sarà costretto ad emigrare per lavoro al Nord la moglie non riuscirà a seguirlo, perchè incapace di ‘arrivare a tanto’, lasciandolo andare da solo incontro al suo tragico destino…

Peccato che, una volta arrivato, il tanto temuto Nord si rivelerà decisamente differente. Accogliente, nemmeno troppo freddo e affascinante, Bergues si rivelerà un’autentica sopresa per l’incredulo Philippe, grazie anche alla simpatia e al calore di tutti gli abitanti del posto. Costretto ad assecondare la moglie, incredula dinanzi al suo ricredersi nei confronti della regione del Nord-Pas, Philippe continuerà così a cavalcare i clichè del Nord conosciuti al Sud, fino a quando la stessa mogliettina, preoccupata per le sorti del marito, non deciderà di andare a trovarlo, scoprendo l’incredibile verità…

Divertente, intelligente, acuto e autoironico, Giù al Nord riesce nell’impresa di meritarsi un applauso anche fuori dai confini nazionali, anche se tradotto in un’altra lingua, perdendo così il 50% della sua stessa ragione di vivere, visto che la metà delle gag sono costruite proprio sul folle ed incomprensibile dialetto dello Ch’tis ( tradotto in una sorta di ciociaro maccheronico in Italia ). Ma lo script di Dany Boon, sceneggiatore, regista e co-protagonista del film, è un concentrato di battute e di situazioni comiche che vanno addirittura oltre questo non piccolo ‘problema’ traduttivo.

Gli stessi francesi conoscono poco la regione del Nord-Pas e tra gli stessi transalpini i pregiudizi e i clichè abbondano nei confronti di questa zona così fredda e misteriosa. A ciò si è ispirato Dany Boon, originario proprio della regione del Nord-Pas e pronto a portare finalmente agli occhi di tutti i propri connazionali l’autentico Nord, quello da lui conosciuto, quello che poggia la propria esistenza su un antico proverbio che avverte: uno straniero che viene nella regione degli Ch’tis piange due volte: quando arriva e quando riparte….

L’aspetto umano, la cultura, l’umanità degli abitanti che la vivono, il loro senso di accoglienza, la loro voglia di condivisione, il loro calore e la loro generosità vengono portati in sala attraverso uno script che è un concentrato di battute e ad una serie di attori che sono delle vere e proprie maschere viventi.

Semplicemente straordinario Kad Merad, il ’sudista’ costretto a ricredersi nei confronti del Nord, così come lo stesso Dany Boon, svampito e leggermente zoticone ‘pisciotto’ dal cuore immenso. Attraverso personaggi caricaturali fino al midollo e prendendo a pieni mani dai clichè transalpini nei confronti del Nord-Pas, Boon è riuscito nell’impresa di realizzare una commedia socio-etnografica estremamente divertente e meritevole di attente riflessioni.

Si ride tanto e di gusto con questo Giù al Nord, anche se non del tutto indirizzati lungo i binari dell’ironia del film, per forza di cose più ‘debole’ al di fuori dei propri confini nazionali, ma non per questo meritevole di indifferenza. D’altronde non c’è cosa più bella al mondo del ricredersi su alcuni pregiudizi o del riuscire a smentire e smascherare alcuni stupidi clichè, come fa con elegante satira questo Bienvenue chez les Ch’tis, vero e proprio gioiellino di Francia.

Voto: 7+

P.S. La Medusa ha annunciato un REMAKE in salsa italiana… già lo vedo distrutto dai Vanzina con il Milanese CUMMENDA e il Romano/Napoletano CAZZARONE… poveri noi.

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